Serie A Covid edition: impossibile sperare in un campionato regolare

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Il dilagare costante e preoccupante dei contagi da Covid sta spaventando anche la Serie A: aspettarsi una stagione regolare appare utopistico

Dobbiamo farcene una ragione: la Serie A 2020/21 non verrà ricordata quale massimo esempio di regolarità sportiva. L’ansia da Covid sta riprendendo piede nella vita quotidiana di tutti noi, impensabile che non incida pesantemente anche sullo sport e sui campionati di calcio. Il protocollo esiste, ma dobbiamo prepararci ad applicare soprattutto una regola di vita fondamentale, quella del “buon senso”.

Sono ormai una cinquantina i giocatori sin qui contagiati nel nostro massimo campionato, cifra ragionevolmente destinata a salire giorno dopo giorno. Impossibile ragionare su una bolla stile NBA o Giro d’Italia, una violenza personale immaginare di recludere i calciatori per mesi. Così come la direttiva UEFA, adottata dalla Lega Serie A, di poter rinviare una sola gara e di dover obbligatoriamente giocare con almeno 13 giocatori a disposizione, non può essere un dogma ineluttabile.

Abbiamo esempi di calciatori, persone rimaste positive anche per 40 giorni (ricordate Dybala?) e scarse certezze a livello sanitario. E se i 17 giocatori del Genoa dovessero rimanere positivi per altre due settimane? E se, toccando ferro, dopo Skriniar e Bastoni anche De Vrij, D’Ambrosio, Kolarov, Darmian e Ranocchia dovessero risultare positivi, secondo quale criterio di “equità sportiva” l’Inter dovrebbe obbligatoriamente giocare un derby schierando la difesa della Primavera?

Ben vengano i protocolli, ma i contagiati da Covid non possono essere equiparati a “normali indisponibili” e la Serie A dovrà sforzarsi di adottare soluzioni ad hoc settimana dopo settimana, dettate sempre e comunque dal buon senso. E, in ogni caso, dovremo rassegnarci a un campionato che regolare, purtroppo, non sarà mai.