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Stadio vuoto del Barcellona? Un colpo per le casse blaugrana

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camp nou barcellona

Giocare senza pubblico contro il Las Palmas è costato non poco. Lo stadio vuoto del Barcellona ha provocato discussioni ed effetti anche  sui conti .

E’ passata appena una settimana dal referendum popolare nel quale il popolo della Catalogna ha votato per l’indipendenza della regione più ricca della Spagna dal governo centrale di Madrid e gli effetti sportivi ed economici si sono fatti sentire in casa Barcellona.

Si è cominciato con le dimissioni di due membri della giunta del club blaugrana nello stesso giorno in cui si votava ed era in calendario il match di Liga Barcellona-Las Palmas al Camp Nou. La motivazione? I due dirigenti erano contrari al fatto di giocare, avrebbero preferito che i blaugrana non scendessero in campo per dimostrare la solidarietà al popolo catalano.

Poi i fischi e gli insulti a Pique, espressione dell’orgoglio della Catalogna, che non ha mai mancato di rimanere fedele alla sua terra esprimendosi in favore dell’indipendenza. Il “costo” dei suoi pensieri sono stati i gesti di disapprovazione che i tifosi della nazionale spagnola hanno espresso verso il giocatore simbolo del Barcellona, anche durante l’incontro stesso della Rojas contro l’Albania, valido per la qualificazione a Russia 2018.

E la decisione di disputare comunque, ed in ogni caso, il match di Liga, non è stata approvata anche da una larga parte dei tifosi dei blaugrana, che scelsero di rimanere fuori dalle porte d’ingresso del Camp Nou, pur non potendo assistere all’incontro. Poi, però non, sebbene non ci fossero i propri fans a sostenerli durante il match, per Messi e compagnia, la pratica è stata risolta agevolmente, 3-0 e testa della Liga conservata almeno fino a dopo la pausa.

Ed infine è arrivato il conto, in termini finanziari, per le casse blaugrana. Secondo quanto riporta il quotidiano sportivo El Mundo Deportivo, aver disputato il match di Liga a porte chiuse, e dunque senza spettatori paganti, ha causato una perdita di circa 3,4 milioni di euro per il Barcellona. Larga parte della cifra è dovuta, ovviamente, alla mancata vendita dei tagliandi per l’ingresso allo stadio. Inoltre, sempre secondo il quotidiano, occorre sommare anche lo sciopero dei dipendenti del club, che il martedì precedente il match (e la votazione) scelsero di “incrociare le braccia” come gesto di solidarietà nei confronti dei manifestanti.

Certamente, sebbene 3,4 milioni di euro persi in un sol colpo siano sempre una bella cifra, le casse del Barcellona, che generano un fatturato annuo (dato da sponsor, merchandising, premi, biglietti, diritti tv) pari a circa 897 milioni di euro, non andranno certamente in rosso per tale ammanco.

E se le porte chiuse è stata comunque una scelta di buon senso, a scopo preventivo per l’ordine pubblico, è certamente in contrasto con la multa che la Liga Spagnola affibbiò, solo qualche settimana prima, al Celta Vigo, per avere invece “carenza di pubblico” durante gli incontri di campionato.

La sanzione infatti venne comminata al Celta sulla base dell’accordo firmato dai clubs spagnoli con le televisioni, che prevedono il riempimento di almeno il 70% della capienza totale dello stadio, requisito non soddisfatto in occasione die due partite contro Real Sociedad e Deportivo Alaves.