Il Torino e gli enigmi di Giampaolo: che fine ha fatto Zaza?

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Tra le squadre più in difficoltà di questo inizio stagione c’è sicuramente il Torino di Giampaolo: spicca Zaza sempre più ombra di se stesso

C’era una volta Simone Zaza. Il flash che tutti abbiamo nella mente ci riporta a quella maledetta notte del 2 luglio 2016, quando l’incredibile e coraggiosa Italia di Antonio Conte uscì tra le lacrime da Euro 2016. Chi non potrà mai dimenticare quegli attimi è l’attaccante di Policoro: gli incomprensibili e interminabili passettini, la tensione che divora e il pallone spedito ben oltre la traversa di Neuer. Un momento, per stessa ammissione di Zaza, da togliere il sonno per parecchio tempo. Ecco, il tempo. Quello di Simone sembra essersi fermato lì.

E dire che il 2016 era stato a tutti gli effetti l’anno della consacrazione: convinta dalle prestazioni di Ascoli e Sassuolo, la Juventus decise di portarlo definitivamente a Torino e non sbagliò, perché il gol scudetto per eccellenza fu quel violento sinistro che, complice la deviazione di Koulibaly, segnò il sorpasso dei bianconeri al Napoli. L’apoteosi, il riconoscimento planetario di quell’attaccante combattivo, indomabile e tremendamente efficace. Uno capace di mettere l’anima in qualsiasi giocata. La carta che ogni allenatore vorrebbe nel suo mazzo.

Il West Ham ci crede, ma Zaza sembra aver improvvisamente perso smalto e fiducia. Qualità che sembra pian piano ritrovare nei successivi diciotto mesi a Valencia, al punto da spingere il Torino a investire per rimpolpare il reparto. Il passaggio in granata, però, si rivela un altro boomerang: appena 13 reti in 63 partite e pochi, trascurabili momenti di felicità reciproca. Un trend incapace di invertirsi anche in questo autunno 2020: negli occhi dei suoi tifosi resta quell’imperdonabile assist sbagliato per Belotti a Firenze, così come i fischi all’uscita dal campo contro l’Atalanta hanno segnato un altro colpo al cuore del bomber lucano, il cui tempo stenta ancora a ripartire. Un altro enigma, forse il più inspiegabile, che Marco Giampaolo è chiamato a risolvere