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Vieri: «Pirlo per sua fortuna è alla Juve, Ibra è immarcabile, Conte è un grande allenatore»

Redazione CalcioNews24

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Vieri

Scudetto, Ibrahimovic, Andrea Pirlo, Antonio Conte, Atalanta: Christian Vieri racconta la sua versione della Serie A

Christian Vieri ha rilasciato un-intervista al Corriere della Sera in cui ha affrontato il tema della corsa Scudetto e tanto altro. Le sue parole

IBRAHIMOVIC – «A 39 anni ha portato a scuola gran parte dei difensori del nostro campionato. È ancora immarcabile quando viene servito in un certo modo negli ultimi metri. Cifre impressionanti, e il suo contributo va oltre i gol. Parliamo di un leader vero, di uno che alza il livello generale degli allenamenti. Con lui in campo non si scherza, nemmeno durante la settimana. Zlatan ha carattere, carisma e costringe il resto del gruppo ad andare oltre le proprie possibilità. Contribuisce di fatto a velocizzare inserimento e crescita dei più giovani».

SCUDETTO MILAN – «A questo punto ha il dovere di giocarselo fino in fondo. Mi è piaciuto anche il mercato di Maldini: Mandzukic, in particolare, dà ulteriore spessore a certi livelli».

JUVENTUS – «Sento parlare di crisi, di centrocampo debole e altro. La verità è che spesso si giudica a vanvera, come se si fosse al bar. Dopo nove scudetti consecutivi ci sta anche di faticare e magari di non vincere. Detto questo, la rosa della Juve resta la più forte: non vinci per caso 3-0 a Barcellona per intenderci. E a proposito di Barça, da quanto tempo non va in finale di Champions? Eppure ha Messi… Insomma, parlando di Juve a me piace evidenziare come stiano rinnovando la squadra senza perdere in competitività. Penso a De Ligt e Demiral l’anno scorso, poi Chiesa, Kulusevski, McKennie, Morata… Sta cambiando pelle ed è comunque la più forte».

PIRLO – «Ci vuole tempo. Anche se in Italia non c’è pazienza. Per sua fortuna è alla Juve, dove sanno aspettare, programmare, investire. A me le idee di
Andrea piacciono molto».

INTER – «Ha tutto per vincere il campionato. Manca forse ancora un vice Lukaku, la squadra è però fortissima. Contro la Juve ho visto convinzione, qualità di palleggio e grande organizzazione: ha fatto la partita dal primo all’ultimo minuto. Questi sono club obbligati a giocare sempre per vincere. Bisogna dimostrare quotidianamente di meritarsi uno stadio come San Siro. Uscire dalle coppe non fa mai bene. Una grande squadra deve giocare almeno 56- 57 partite all’anno, senza scegliere gli obiettivi. Ci sono apposta rose lunghe, usatelo questo cavolo di turnover. Conte è un grande allenatore, punto! Uno dei più bravi al mondo».

SCUDETTO ATALANTA – «La gente deve stare calma. L’Atalanta gioca un calcio unico in Europa, senza pressioni e non deve arretrare di un centimetro con la sua filosofia. Certi pensieri portano a fare calcoli che non fanno parte della storia di questo progetto. Mi piace il fatto che Gasp non sia mai sceso a compromessi tattici anche dopo qualche batosta. È così che poi si va a vincere a Liverpool, Amsterdam e Milano. Insomma, l’Atalanta deve aggredire tutti, ogni volta, senza andare troppo in là con la mente. Poi, se a 5 gare dalla fine si troverà là davanti… Ma “pianificare” un certo tipo di traguardo finirebbe per condizionare la spensieratezza di questa splendida squadra».

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