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Zoff: «Sangue freddo e cuore caldo, ecco come si vince a Wembley»

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Dino Zoff ha parlato sulle pagine de Il Corriere della Sera della finale che andrà in scena domani a Wembley tra Italia e Inghilterra

Dino Zoff ha parlato sulle pagine de Il Corriere della Sera della finale di Wembley tra Italia ed Inghilterra.

WEMBLEY – «Come dicono nei film western: cuore caldo e sangue freddo. Anche se quella volta nel 1973 era più difficile…Gli inglesi non li avevamo mai battuti, loro si sentivano ancora depositari del gioco. Wembley era una specie di tempio proibito. Erano altri tempi, era un altro mondo. Ci chiamavano camerieri, sì, pensando di offenderci, ma non sapevano che non c’era modo migliore per caricare un italiano che farlo arrabbiare. Fu una vittoria epocale, quell’impresa ci diede la convinzione che potevamo battere chiunque. Certo, era solo un’amichevole, mentre domenica c’è in ballo un Europeo. Stavolta conta di più».

LORO FAVORITI – «Favorito o sfavorito è solo un giochino vostro, conta poco o niente. Sì, certo, loro giocano in casa, col pubblico, quindi possiamo anche darli per favoriti. Ma noi possiamo batterli, perché non siamo assolutamente inferiori, anzi. Abbiamo qualità, esperienza, carattere. Possiamo vincere, ho grande fiducia».

MANCINI – «I numeri non mentono, Roberto ha fatto un lavoro straordinario, ma non avevo dubbi sarebbe andata così. È un allenatore esperto, conosce il calcio, ha fatto esperienze anche all’estero. La sua gestione del gruppo è eccezionale. Spero resti a lungo, la continuità è fondamentale».

EUROPEO PIU DIFFICILE DEL MONDIALE – «A volte è questione di sfortuna. Nel 2000, quando ero il c.t., siamo arrivati a pochi secondi dalla vittoria. Un’altra volta, nel 1980, avevano grosse possibilità di arrivare fino in fondo, ma era un momento duro per il calcio italiano: le scommesse, le squalifiche».

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