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Saviano rincara la dose: «Finché la dirigenza dell’Inter rimarrà al suo posto, il calcio italiano non potrà mai recuperare la dignità essenziale a costruire esempi virtuosi nella società!»
Saviano ha rincarato la dose per quanto riguarda l’Inter. Ecco il pensiero sulla situazione in casa nerazzurra
Botta e risposta tra Roberto Saviano e il senatore Walter Verini dopo quanto successo in Inter Juve. Ecco il pensiero di Saviano, volto a pungere nuovamente i nerazzurri.
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PAROLE – «Quando sento politici navigati dire che “il calcio è solo calcio” o che “un cartellino è solo un cartellino”, mi chiedo se siano seri o se ci prendano in giro. Dopo il mio post sul doppio impegno tra Juventus e la dirigenza dell’Inter, è intervenuto il senatore Walter Verini, in qualità di coordinatore del Comitato Ultrà e Criminalità della Commissione Antimafia. E proprio per questo suo ruolo, solo per questo, ho deciso di rispondere alle sue parole, che ritengo inaccettabili. Ho deciso di porgli pubblicamente una domanda a cui spero voglia rispondere con la stessa solerzia che lo ha portato a commentare le mie parole. E spero anche che lo faccia nella maniera più onesta possibile per onorare il ruolo che ricopre in Commissione Antimafia. Premessa necessaria: quando si tocca il calcio e il tifo bisogna ricordare che l’Inter è vittima, e i suoi tifosi e giocatori lo sono, ma non la sua dirigenza, completamente compromessa dalla sudditanza della quale parla la sentenza di condanna emessa lo scorso dicembre nell’ambito della cosiddetta inchiesta ultrà. Sudditanza, viene scritto negli atti. Come è possibile che una dirigenza così compromessa sia rimasta al suo posto per così tanto tempo?
La leggerezza delle valutazioni di Verini mi ha chiarito il contesto: a inseguire i fantasmi si finisce per perdere di vista la realtà della sua drammaticità. Senatore Verini, le chiedo quindi: quale società, i cui vertici hanno avuto contatti con soggetti pericolosissimi, può permettersi, dopo aver ammesso di non aver denunciato e aver patteggiato con la giustizia sportiva, di lasciare i suoi vertici al loro posto? Come si può dire a un cittadino comune di denunciare le organizzazioni criminali se poi si stendono tappeti rossi a chi, potendo, non ha fatto nulla? Non ha denunciato o fatto un passo. Questo maldestro tentativo di mettere la polvere sotto il tappeto ha distrutto l’immagine del calcio italiano. Non è un caso se altre leghe internazionali continuano a sostenere una dirigenza completamente compromessa. Non è mica un caso che milizie libiche e le loro squadre di riferimento vengano a giocarsi i playoff del loro campionato in Italia. Questa è l’attuale attrattività del nostro calcio, incapace di riformarsi per darsi una nuova dignità. L’Italia è un paese stanco della lotta alla cultura mafiosa perché, attraverso il calcio, abbiamo finito per sdoganare la presenza mafiosa nel nostro Paese. Non era solo un cartellino Senatore Verini, ma un intero campionato falsato nei suoi presupposti etici. E finché la dirigenza dell’Inter rimarrà al suo posto, il calcio italiano non potrà mai recuperare la dignità essenziale a costruire esempi virtuosi nella società. ‘La pelota no se mancha’, disse un grande uomo. Un grande uomo che ha sempre ammesso i propri errori».