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Varane svela: «Ecco cosa mi ha colpito del Como. Nico Paz deve stare dove si sente felice, sul futuro di Fabregas vi dico questo»

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L’ex leggenda del Real Madrid, Raphael Varane, ha parlato del presente e futuro del Como con uno sguardo alla semifinale di ritorno contro l’Inter

L’ex giocatore del Manchester United, Raphael Varane, in un intervista al Corriere della Sera ha parlato del suo ruolo di dirigente nel Como, della visione della società, del suo allenatore e di Nico Paz. Ecco le sue parole.

LA VISIONE DEL COMO – «Mi ha colpito la visione del club. Mi hanno trasmesso la percezione che qui ogni cosa è possibile. La squadra sette anni fa giocava tra i dilettanti e ora è quinta in classifica. Quando ho smesso di giocare sono rimasto nel board del Como come ambassador, sfruttando la mia rete di contatti. Poi mi sono occupato del potenziamento del settore giovanile del club».

IL CALCIO IN ITALIA – «È fondamentale impostare una metodologia di lavoro e creare un’identità. Ecco perché per lo sviluppo del brand e a beneficio della comunità locale diventano fondamentali anche i summer camp. Vogliamo che i nostri siano i migliori al mondo. Il livello in Italia? Buono. Il problema spesso è che si punta a ottenere risultati a breve termine, mentre con i giovani si dovrebbe osare ma al contempo aspettare una loro crescita completa. Non credo che qui ci sia poco coraggio con i ragazzi ma il calcio è esasperato da tatticismi: la differenza fra vincere e perdere è minima».

I CONSIGLI AI RAGAZZI – «Bisogna avere pazienza. Per me il salto da una piccola squadra come il Lens al grande Real è stato enorme. Tutto viene amplificato, un mese sembra un anno. Non bisogna perdere la concentrazione. Nei momenti bui mi è stato accanto Zidane, che mi ha spiegato un concetto semplice: invece di disperdere energie prova ogni giorno nella sessione di allenamento a migliorare un singolo aspetto in cui ti senti carente. Si diventa resilienti».

LA SUA VITA – «Mi sposto molto. Vengo a Como più o meno ogni mese visitando i vari centri di allenamento dove lavorano le nostre squadre giovanili. Vivo in hotel però mi piace respirare l’aria da orgoglio comasco vedendo la partita nei pub quando la squadra gioca in trasferta. Quando sei un giocatore vivi nella bolla, ora apprezzo le vibrazioni tra la gente».

FABREGAS – «Prima di arrivare qui, come giocatore, ho parlato tanto con lui. Ha caratteristiche sue, sta facendo un lavoro enorme, creando un senso di appartenenza nei giocatori. È divertente veder giocare la sua squadra. Si vede che ha avuto ottimi maestri e che da ciascuno ha rubato qualcosa. Diciamo che giocare in Europa il prossimo anno potrebbe essere una motivazione extra per restare. Ma noi tutti siamo focalizzati sull’obiettivo, sul qui e ora. Preferirei la Coppa Italia o la Champions? Tutte e due, non scelgo».

NICO PAZ E IL REAL MADRID – «Non toccate la mia squadra, è sacra. A Nico direi di stare dove si sente più felice. Ma purtroppo né lui né noi abbiamo particolare voce in capitolo, tutto dipende dalla volontà del Real».

GLI OBIETTIVI FUTURI –«Trasformarci in una squadra che sia il punto di arrivo della carriera di un giocatore. Il mio sogno personale è portare anche in Italia il progetto Stages Varane che già è operativo e ha successo in Francia. Si tratta di football camp gratuiti e con finalità educative».

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