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Cremonese, la conferenza di presentazione di Giampaolo: «Questo club la mia rinascita, serve il coraggio di sbagliare». Poi ricorda Gigi Simoni

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Giampaolo

Cremonese, la conferenza di presentazione del nuovo allenatore Marco Giampaolo, subentrato dopo l’esonero di Davide Nicola

La conferenza stampa di presentazione di Marco Giampaolo come nuovo allenatore della Cremonese. Questo un estratto delle dichiarazioni del tecnico che è subentrato a Davide Nicola sulla panchina dei grigiorossi per cercare di raggiungere l’obiettivo della salvezza.

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PAROLE – «Prima di tutto voglio ringraziare il Cavaliere Arvedi per l’opportunità, la stessa che mi diede dodici anni fa e segnò la mia rinascita. Faccio ritorno in un ambiente che conosco, in un centro sportivo migliorato nel quale le condizioni per lavorare erano straordinarie ai tempi e lo sono ancora adesso. Arrivo qui con entusiasmo e passione, tutti elementi che rappresentano il motore del mio lavoro e il propellente di questo mestiere. L’unica cosa che non posso comprare è il tempo, ma faremo il possibile e l’impossibile per raggiungere il nostro obiettivo: è una full immersion, siamo qui per lavorare e lo faremo con grande passione. Quando arriva un allenatore nuovo il livello di attenzione dei calciatori si alza: non significa che il secondo sia più bravo del primo, ma probabilmente la curiosità di capire cosa sta raccontando il nuovo tecnico può essere una molla.

I calciatori non devono rimanere sul problema, altrimenti se lo portano dietro: serve il coraggio di sbagliare ancora, ma con coscienza, perché si ha personalità. E questo è un consiglio che ho dato anche individualmente a sette-otto ragazzi. Bisogna rappresentare al meglio la squadra per cui si gioca, tenere la bandiera issata in alto: è questo che i giocatori devono pensare e per questo serve dare sempre il 100%, anche se può comportare degli errori. Gigi Simoni è riuscito in questo obiettivo tantissimi anni fa e noi dobbiamo fare il possibile e l’impossibile per raggiungerlo. Sono legato alla sua figura e ancora oggi sento suo figlio».

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