Juventus, conferenza Allegri: «Abbiamo le carte per rimontare l’Atletico Madrid»

allegri ancelotti
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Il tecnico bianconero parla del suo rapporto con la società: «Sono in totale sintonia con Agnelli, tutte le voci sono superflue»

Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match tra Juventus e Udinese.

SULLA ROSA A DISPOSIZIONE – «Oggi è pieno, il giovedì forse non avete da fare. La partita da fare, a prescindere dai 16 punti, bisogna vincerla: per essere tranquilli mancano sei vittorie. Non so ancora chi ho a disposizione, lo vedrò domattina: Dybala si porta una botta da Madrid e sta molto meglio. Mandzukic aveva un fastidio al ginocchio e sta meglio. Ronaldo è a disposizione. Bonucci e Chiellini saranno a disposizione, ma non giocheranno. Douglas Costa è in netto miglioramento, non per domani, ma per averlo a disposizione martedì. Domani bisogna vincere, come sempre quando si gioca al calcio, anche per preparare al meglio la gara di martedì».

SUL RAPPORTO CON AGNELLI – «È cambiato tutto, ci siamo visti ieri sera, tavolo per due. Credo che tutte le cose scritte sulle mie dimissioni o su litigi col presidente mi fanno pensare che siamo su Scherzi a parte. O io e lui ci facciamo curare da qualcuno bravo, o qualcosa non torna. Due persone mediamente intelligenti come me e il presidente che dopo cinque anni insieme hanno costruito qualcosa di importante è mai possibile che con 16 punti di vantaggio, dentro gli ottavi di Champions, litighino e l’allenatore dia le dimissioni? Nessuna litigata, ieri a cena abbiamo parlato, mangiato anche bene e deciso che, visto come stanno andando le cose, del rinnovo del contratto ne parleremo a stagione finita, come abbiamo sempre fatto. Spero che ora non scriviate che Allegri ha picchiato il presidente».

SULLE AMBIZIONI CHAMPIONS – «Cinque anni fa, quando sono arrivato, c’era la paura di non passare il girone. Vincere è straordinario, continuare a farlo è ancora più difficile. Altrimenti il Real vincerebbe sempre. Però non è così. La Juve ha una base importante, che permetterà di giocarsi ogni anno le proprie possibilità in Champions. Questa è la cosa più importante per una società e un’azienda come la Juventus. Poi la palla può andare dentro o meno, detto questo martedì avremo una bella partita da giocare e le nostre possibilità di passare il turno. Ma io credo che bisogna anzitutto celebrare i due o i tre trofei che la Juve può ancora vincere: uno l’abbiamo vinto, siamo vicini al secondo e sul terzo siamo ancora dentro. Vanno celebrati: ogni vittoria è frutto di lavoro e sacrificio. Non ce la regalano. E quindi tutte le vittorie vanno celebrate».

SUL SUO RINNOVO CON LA JUVE – «I rapporti sono in totale sintonia, sia per oggi che per il futuro. Parlando del futuro, abbiamo deciso di celebrare intanto i trofei e poi sederci a parlare di rinnovo. Non ho mai detto di voler andare via dalla Juventus e credo che non l’abbia detto neanche il presidente. Siamo d’amore e d’accordo».

SULLA RIMONTA CONTRO L’ATLETICO – «Io spero che anzitutto i tifosi vengano e si divertano allo stadio domani sera. Col Frosinone sembrava di giocare a porte chiuse: la Juve sta vincendo e abbiamo sempre bisogno dei tifosi. A prescindere dai risultati di ieri e di avant’ieri, siamo pronti per inseguire questa grande impresa. Abbiamo tutte le carte per poterlo fare».

SUI RUMOR SUL SUO FUTURO – «Mi scivolano addosso. Che devo fare? Io con la società sono in totale sintonia. Tutte queste voci, per quanto concerne il mio rapporto con la società, sono superflue. Ogni anno a marzo facciamo una cena a marzo col presidente, non per scaramanzia ma per parlare del futuro. Poi è normale che voi facciate il vostro lavoro e in questo momento giustamente la Juventus, che ha 16 punti di vantaggio e deve giocare gli ottavi di Champions, deve cambiare l’allenatore. Questi momenti mi divertono ancora di più, se vincessimo lo scudetto avremmo vinto nove titoli su dieci in Italia, non è poco».

SULLE CRITICHE – «Fa parte del gioco. Sono punti di vista: io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, altri mezzo vuoto. Credo che loro abbiano anche problemi a livello di vita, si alzano la mattina e vedono nero. Io invece vedo sempre il sole anche quando non c’è. Dipende dalla propria filosofia di vita. È come uno che si alza la mattina e si vuole punire ogni mattina: pensate che vita fa. Infatti le persone così sono negative e le cose gli vanno male. Ma è giusto così, è giusto che le cose vadano bene a chi sorride e fa le cose con professionalità ma anche con leggera. È questione di carattere, di mentalità: io le capisco, mi fanno anche tenerezza ma non ci posso fare niente».