Antenucci, il Torino da ex: «Non dimenticherò mai i granata»

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Mirko Antenucci e la sua Torino-Spal da ex eccellente: «A Ferrara sto benissimo. Avrei potuto giocare in A con il Toro, ma il Catania…»

43 presenze e 11 gol, l’uno e l’altro un primato stagionale, nell’annata 2011-’12. Quella che dopo un purgatorio di tre campionati cadetti restituisce il Toro alla massima serie. Ora Mirko Antenucci, ex per 18 mesi, è un attaccante della Spal, squadra della quale è pure vice-capitano. Domani Mihajlovic guiderà i granata proprio nella trasferta di Ferrara, dopo il rientro da Roma con l’accesso ai quarti in tasca (avversaria la Juve il 3 gennaio). Mirko Antenucci racconta la sua parentesi a Torino a “Tuttosport”: «Il club e la città in cui mi sono trovato meglio assieme a Ferrara. Sentivamo una responsabilità importante, quella di dover riportare la società in serie A. C’erano tutte le componenti al posto giusto: una squadra forte, un bravo allenatore e una tifoseria che ci aveva teso la mano e aiutato a salire di categoria».

ADDIO ED ESTERO – Poi, al soglio della serie A, l’addio al Toro. Che successe? «Facendo un torto al sottoscritto, a sé stesso e a Cairo il Catania stanziò una cifra alle buste superiore a quella dei granata (un milione contro un milone e 100 mila euro, ndr). Uno sgarbo evidente, tanto che da Catania decisi di andarmene e mi accasai allo Spezia». Se le cose fossero andate secondo i programmi, avrebbe giocato da protagonista in A? «Sono contento e orgoglioso del percorso fatto, ma quello snodo è stato decisivo, per allungare i tempi del mio debutto nella massima serie». Tra i granata e la Spal c’è anche stata l’esperienza di Leeds. «Bella, avevamo 30 mila spettatori in casa e 5 mila che ci seguivano in trasferta. In rosa c’erano altri italiani: Silvestri, portiere ora al Verona, Bianchi, centrocampista dell’Ascoli, e Bellusci, difensore nel frattempo passato al Palermo. Con i primi due in particolare è maturata una amicizia che prosegue».

TRA VENTURA E SEMPLICI – Tecnico del “suo” Toro che riconquistò la serie A era Ventura, protagonista del fallimento azzurro in ottica mondiale. Se l’aspettava? «In granata l’ho apprezzato, è stato un grande tecnico. Con l’Italia la sua debacle è invece stata lampante. Che botta, per il Paese, sotto tanti punti di vista». E di Semplici, suo allenatore in biancazzurro, che dice? «Ha fame e – come il  sottoscritto – è partito dal basso. La voglia di emergere è lampante, sia nel corso degli allenamenti che durante le partite». Spal salva e Toro in Europa: andrà così? «Ci spero e ci credo. Dipenderà dall’organizzazione di gioco, dalla determinazione a conseguire il risultato, ma sia noi che i granata abbiamo le qualità per centrare i rispettivi obiettivi. Il Torino non vale ancora le prime della classe, ma se la gioca con Milan, Atalanta, Samp e Fiorentina». Domanda semi-seria: a gennaio torna al Toro? «Adesso sono troppo vecchio, i granata cercano elementi più giovani…».