Dal Bayern Monaco al Monaco: quanto è cambiata la Juve dal 2013 – VIDEO

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Dal Bayern Monaco al Monaco: dall’ultima sconfitta interna in Champions League allo Stadium la Juve ha cambiato completamente pelle. Anche se quattro giocatori, presenti già nel 2013, saranno titolari anche stasera

Sono passati quattro anni, ma sembra che sia trascorsa una vera e propria era geologica. Dall’ultima sconfitta interna, nel fortino dello Juventus Stadium, ne è passata di acqua sotto i ponti della Juve, che dal 2013 ha cambiato completamente pelle. La società, tassello dopo tassello, ha costruito una rosa formidabile, capace di toccare picchi di rendimento mostruosi sia in Italia che in Europa. Oltre ai tanti Scudetti vinti, statistica che domenica contro la Roma verrà probabilmente aggiornata, la Juve è riuscita a costruirsi un’identità fortissima a livello mondiale, tale da garantirle un presente vincente e un futuro radioso all’orizzonte. Ci è voluto del tempo, e non poco, per garantire alla squadra un livello di competitività straordinario. Basta tornare indietro nel tempo per rendersene conto. E il 2013 rappresenta il vero punto di non ritorno: la Juve di Conte esce dalla Champions League, dopo aver rimediato una doppia batosta contro il Bayern Monaco. Su tutti, fece impressione la sconfitta della gara di ritorno: secco 0-2 allo Juventus Stadium al termine di una partita dominata in lungo e in largo dalla corazzata di Heynckes, che poi riuscì a fare il triplete con meriti enormi. Allora lo stesso Conte capì che il divario fra le grandi del calcio europeo, in quel determinato periodo e con quel progetto tecnico avviato dalla società, sarebbe stata incolmabile anche l’anno dopo. Il futuro tradì Conte, perché la Juve da allora ha cambiato tanto. Basta leggere la formazione che scese in campo la sera del 13 aprile di quattro anni fa per rendersene conto.

JUVENTUS-BAYERN MONACO 0-2 – 13 aprile 2013
Marcatori: st 19′ Mandzukic, 47′ Pizarro.
Juve (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Padoin (26′ st Isla), Pogba, Pirlo, Marchisio (36′ st Giaccherini), Asamoah; Quagliarella (23′ st Matri), Vucinic. A disp. Storari, Caceres, De Ceglie, Peluso. All. Conte.
Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Van Buyten (35′ Boateng), Dante, Alaba; Martinez, Schweinsteiger; Robben, Muller, Ribery (37′ st L. Gustavo); Mandzukic (40′ st Pizarro). A disp. Starke, Rafinha, Shaqiri, Gomez. All. Heynckes.

Ma Conte, seppur con le sue motivazioni, alla fine dei conti non ebbe ragione a pretendere subito una grande Juve. L’arrivo di Allegri e di alcuni colpi che si sono poi rivelati fondamentali (su tutti Morata) hanno permesso ai bianconeri di continuare a vincere, facendo un passo alla volta. E non solo, perché il raggiungimento della finalissima di Champions League contro il Barcellona rappresentò una vera e propria impresa. Perché la Juve, a distanza di un solo anno, era riuscita ad accorciare una distanza che sembrava troppo evidente con le big. Dall’ultimo atto perso a Berlino nel 2015 fino ad oggi, giornata in cui Dybala e compagni si giocano l’approdo alla finale di Cardiff, ci sono stati altri processi di maturazione che sono serviti. Eccome se sono serviti. La rincorsa del girone di ritorno nel campionato dello scorso anno e l’eliminazione, sempre per mano del Bayern Monaco, dagli ottavi della Champions League hanno incrementato l’esperienza e la forza di una squadra che oggi sembra imbattibile. Non è perfetta, certo, ma batterla è una vera e propria scalata all’Everest per chiunque. Per info chiedere a Luis Enrique e a Jardim, che stasera dovrà fare un miracolo per invertire le sorti della semifinale d’andata. La prova di forza di Montecarlo è l’ennesimo picco del cammino di una Juve che, da quella sconfitta del 2013 in cui erano presenti anche Buffon, Bonucci, Barzagli e Chiellini (tutti titolari questa sera), ha imparato tantissimo. E stavolta Allegri, a differenza di Conte, ha anche Mandzukic dalla sua parte, che allora vestì i panni del giustiziere.