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Bayern Monaco

Il Bayern domina la Bundesliga: 6 gol al Werder

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Con il 6-1 sul Werder Brema, il Bayern rafforza il primato nell’anticipo della quattordicesima giornata della Bundesliga, aspettando le eventuali risposte delle immediate inseguitrici Friburgo e Union Berlino, mentre il Borussia Dortmund è caduto sul campo del Wolfsburg. Il campionato sembra avere ritrovato il padrone di sempre, che appena ha conquistato la leadership della classifica ha dimostrato di voler dare un segnale forte. Riassumibile in 3 parole, per fare un’estrema sintesi di ciò che si è visto in una Monaco dalla temperatura insolita (una volta si diceva così, almeno, se a novembre in una sera in Baviera c’erano 14 gradi).

1) Il dominio. Come altro si può definire la prima mezz’ora della squadra di Nagelsmann se produce 4 gol – 3 dei quali in 6 minuti dal ventiduesimo al ventottesimo, concedendosi pure il lusso di sbagliare un calcio di rigore da parte di Choupo-Moting (il meno in palla nella
serata), l’uscita di scena di Mané (precauzionale? Olanda-Senegal incombe tra meno di due settimane in Qatar) e la “distrazione” del momentaneo pareggio ospite (che poi distrazione non è: per mettere Jung a tu per tu con Neuer il Werder inventa una manovra strepitosa, una
trama con 9 tocchi nello stretto che farebbe felice anche il più esigente dei professori di una scuola calcio). Da rimarcare come i primi due gol del Bayern ad opera di Musiala e Gnabry nascano da respinte della difesa raccolte perfettamente. La conseguenza è che il Werder allora decide di alzarsi e puntualmente si aprono spazi per le altre due azioni vincenti finalizzate da Goretzka e ancora Gnabry.

2) La gestione. Poiché le partite durano 90 minuti – non un secondo di più, col Bayern il recupero lo si salta – ne restano ben 60 da trascorrere a giochi fatti. L’ovvio relax si traduce fino al minuto 83 in una follia di Upamecano che si fida talmente della sua tecnica da rischiare un cambio di gioco che fa passare la palla in area piccola (sarebbe stato un gol per la versione tedesca della Gialappa’s); nella totale inattività di Neuer, se non con i piedi; nella ricerca del gol estetico perché anche in Germania c’è un po’ di romanticismo col pallone tra i piedi; in un abbassamento del baricentro e della tensione; in un palo colpito da Sané.

3) Il gran finale. Poiché uscire felici dallo stadio è influenzato anche dalle ultime scene e non solo dal risultato finale, il Bayern mette insieme l’uno e l’altro confezionando 2 gol nei minuti di chiusura. Uno slalom in punta di piedi di Gnabry con tanto di tocco tra le gambe del portiere che sembra un esercizio di danza classica. E giusto per no equivocare, una folgore scagliata dal neo-entrato Tel dopo che si è fatto metri su metri palla al piede, trascorsi col pensiero di quanta potenza metterci per chiudere di forza. Col 6-1 c’è sempre la tendenza di definire il punteggio tennistico. Ma vedendo il Bayern semmai pensi alla boxe praticata da un pugile che continua a picchiare persino quando lo sfidante è già a terra…

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