Blanc e il karma: la Juventus torna a respirare

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© foto www.imagephotoagency.it

Una dottrina filosofica piuttosto comune in oriente, quella del karma, teorizza di uno stretto rapporto causa-effetto inerente qualsiasi scelta umana. Il principio cardine di questa interessante filosofia può essere riassunto nella definizione “?tutto ciò che fai ti torna indietro’, nient’altro che la versione più esotica del comune “?ciascuno raccoglie ciò che semina’. Jean Claude Blanc, illuminato esperto di organizzazione di eventi sportivi, dovrebbe a lungo rimuginare sul concetto di “?karma’ e domandarsi quanto in effetti ciò che induisti e buddhisti andavano dicendo secoli fa non sia vero anche oggi. A partire dal fatidico 2006 la Juventus, sotto la sua gestione comprendente i ruoli di amministratore delegato e direttore generale prima, anche presidente poi, non ha vinto niente: nemmeno una misera Coppa Italia, il trofeo che solitamente ad inizio stagione nessuno dichiara mai quale obiettivo finale. Blanc, grande conoscitore di numeri, grafici e proiezioni pluriennali, non si è dimostrato uomo di calcio e sulla sua pelle ha compreso quanto questo sport, governato dalle misteriose “?leggi’ di una palla rotonda che gira molto democraticamente da una parte e dall’altra, differisca da qualsiasi altro settore del business moderno. Un “?gioco’, se è ancora corretto definirlo così, in cui la qualità  dei giocatori che schieri in campo non sempre si somma ed in cui la mole degli investimenti compiuti non è mai direttamente proporzionale alla quantità  di vittorie ottenute “? e sì che il Real Madrid dovrebbe aver insegnato qualcosa. L’unico anno in cui l’Inter chiude il proprio bilancio in attivo grazie alla cessione del presuntuoso Ibrahimovic, torna in finale di Champions League anni dopo l’ultima volta: Moratti deve aver capito quanto, ancora più importante dei quattrini che mette per costruire le proprie squadre, sia fondamentale la “?managerialità ‘, intesa come capacità  di saperli spendere. Il calcio non è una scienza esatta, non risponde a nessuna logica della “?fredda’ economia e l’unico strumento in grado di far ottenere risultati è la conoscenza dell’ambito in cui si opera. Qui ha fallito Blanc e, senza mezze misure, qui ha fallito la Juventus in questi ultimi anni: “?calciopoli’ è stata solo la punta di un iceberg su cui i dirigenti bianconeri negli ultimi anni han fatto arenare la nave juventina. Tanto di cappello alla proprietà  che finalmente si è resa conto dell’errore commesso ed ha trovato il coraggio di voltare pagina definitivamente: Andrea Agnelli non porta con sè in dote solo la garanzia di un cognome blasonato e conosciuto nell’ambiente, ma anche e soprattutto la passione e la preparazione necessaria ad uscire da questo “?buco nero’ che ha inghiottito la società  più blasonata d’Italia. Non abbiamo dubbi nell’ipotizzare ulteriori problemi avvenire della Juve, ma finalmente si può tornare ad essere fiduciosi guardando al futuro. Chiunque approderà  sulla panchina bianconera la prossima stagione avrà  alle sue spalle finalmente una società  forte e competente, con buona pace dell’ottimo tennista Blanc che siamo sicuri non avrà  troppe remore nel cedere lo scottante timone di un’imbarcazione che mai è stata veramente sua. E ci scusino se è poco.