Bonucci: Papa straniero, muscoli e riposo. I retroscena del flop

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Leonardo Bonucci, da quando è arrivato al Milan, sembra un altro. I retroscena dietro al cattivo rendimento in rossonero

Non c’è pace per Leonardo Bonucci, il difensore che dall’arrivo al Milan pare risucchiato da un vortice di negatività. Ma può, un giocatore definito campione con una maglia bianconera, trasformarsi in un brocco soltanto perché ne indossa una rossonera? Sicuramente no. Bisogna allora individuare le ragioni del fallimento. I retroscena del flop.

C’è di certo da tenere in conto il discorso ambientale, un clima quasi ostile all’interno dello spogliatoio per quel «Papa straniero» impossessatosi con un’indicazione dall’alto della fascia da capitano. C’è persino la disponibilità a rinunciarvi da parte di Leo, a dimostrazione che il ragazzo -in privato- è tutto tranne che spocchioso. Ma c’è di più, molto di più.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il problema è prima di tutto fisico, oltre che mentale. A chi ha notato una scarsa brillantezza atletica di Bonucci, il diretto interessato risponderebbe che non è colpa sua se dopo tanti anni con una preparazione mirata in casa Juventus, con attenzione particolare alla forza muscolare, si è ritrovato a Milanello a fare i conti con tutt’altra metodologia. C’è dunque anche il suo zampino nell’allontanamento dell’ex preparatore Marra, così come suo è stato il pressing che ha indotto la società ad introdurre nel centro sportivo dei macchinari funzionali al potenziamento dei muscoli.

C’è, infine, un retroscena legato all’ultima partita di Europa League contro l’AEK Atene. Bonucci aveva chiesto a Montella un turno di riposo: non è chiaro se volesse salvaguardare le gambe o la testa. Fatto sta che alla partita successiva si è reso protagonista della gomitata a Rosi che ha di certo denotato scarsa lucidità.

Ecco spiegato, almeno in parte, il flop di Bonucci. Analizzare questi aspetti, cercare di porvi rimedio, potrebbe essere – per il Milan – un buon punto di (ri)partenza.