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Capello lancia la volata per la panchina azzurra: «Conte l’uomo giusto, Mancini ha una macchia»

mauro.pioli

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L’ex ct analizza la caccia al nuovo selezionatore: «A questa Nazionale serve un motivatore forte. Guardiola? Nei club è super, ma qui è un altro mestiere»

Fabio Capello è stato un Ct sia dell’Inghilterra che della Russia, guidandole rispettivamente a Sudafrica 2010 e Brasile 2014. Oggi è un commentatore che su Sky e La Gazzetta dello Sport interviene praticamente quotidianamente. Ecco le sue parole sul quotidiano rosa sulla scelta da fare per la Nazionale Azzurra

ANTONIO CONTE «È un uomo che ha già allenato la Nazionale: ha affrontato l’Europeo del 2016 con buoni risultati, quindi si tratterebbe del ritorno di uno che conosce “la casa”, che conosce cosa bisogna dare ai giocatori e cosa loro possono dargli. È preparato e determinato, ha quella voglia e quella grinta che riesce a trasmettere ai giocatori: in questo momento forse la squadra azzurra ha proprio bisogno di un motivatore di questo tipo».

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RISCHI «Ha un carattere particolare, però guardo i risultati, che gli danno ragione. L’esperienza maturata in azzurro è importante: non è una novità per lui lavorare in quell’ambito».

MANCINI CANDIDATO «Sì, anche lui ha qualità e ha avuto anche risultati positivi, però per me ha una macchia nera, indelebile: aver lasciato la nazionale a metà qualificazione di Euro 2024».

É UNA MACCHIA AVER LASCIATO «Sicuramente per la piazza. I giocatori sono comunque contenti di andare in Nazionale, è qualche cosa di importante la maglia azzurra. E sotto questo aspetto non ci sono problemi».

DIFFERENZE TRA CONTE E MANCINI «Ognuno ha il proprio modo di gestire la squadra e di presentarsi a livello di comunicazione. E credo che ognuno abbia un’idea di gioco, Mancini l’ha mostrato nell’Europeo che ha vinto e Conte con i risultati che ha raggiunto. Vedono il calcio probabilmente in maniera diversa, più offensivo Mancini e più equilibrato Conte, però la cosa importante è riportare quella rabbia e quella voglia che ultimamente sono proprio mancate».

GUARDIOLA «È un grande allenatore con grande qualità, riesce sempre a fare molto bene dappertutto a livello di club. La nazionale è un altro mestiere, non lavori tutti i giorni e la difficoltà è proprio questa: non sei un allenatore, sei un selezionatore. Quindi devi essere bravo a trovare i giocatori giusti che riescono veramente, quando indossano la maglia azzurra, a giocare come fanno nei club, perché il problema è proprio questo. A molti in Nazionale viene il braccino corto».

AVREBBE POCO TEMPO PER FARE IL SUO CALCIO «Stiamo parlando di un grande allenatore, abituato a un ottica in cui se gli servono due centrocampisti, glieli comprano. Qui non li trovi, la differenza è questa, la squadra deve migliorare in maniera diversa. Ma che sia un grande allenatore lo dicono i risultati, tutto quello che ha ottenuto. Poi lui è una persona intelligente: ci sta che riesca a capire subito come fare».

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