Chelsea monotematico: ecco perché Lampard non convince ancora – ANALISI TATTICA

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lampard jorginho
© foto Lampard

Le ultime battute d’arresto in Premier League hanno messo in luce i difetti del Chelsea di Frank Lampard, ancora troppo prevedibile

Nel calcio, bastano pochi giorni per invertire i trend e passare dalle stelle alle stalle (o viceversa). Dieci giorni fa, il Real Madrid sembrava nel caos più totale, con Zidane addirittura a rischio esonero. Nelle ultime 4 gare, i merengues sono letteralmente risorti, con 4 successi consecutivi che li hanno rilanciati sia in Liga che in Champions.

A Londra, Lampard sta seguendo il cammino inverso. Dopo un inizio di stagione difficile (non era d’altronde semplice trovare la quadra con così tanti giocatori nuovi), il Chelsea sembrava lanciatissimo, reduce da 14 risultati utili consecutivi. Questi ultimi turni potevano addirittura essere quelli della vetta della classifica, approfittando dei numerosi scontri diretti tre le altre concorrenti (questa sera, per esempio, si gioca Tottenham-Liverpool).

Invece, i blues hanno subito due brutte sconfitte esterne contro Everton e Wolverhampton. Suscita particolare amarezza quella contro i Lupi: il Chelsea era infatti passato in vantaggio nella ripresa, ma si è poi fatto rimontare subendo il gol della sconfitta addirittura al 95′.

Scarsa concentrazione

Lampard è stato molto critico con i suoi giocatori, prendendosela in particolare con l’aspetto psicologico. Secondo lui, oltre ad aver prestato poca attenzione alle ripartenze del Wolverhampton, il Chelsea non sa interpretare bene i momenti della partita : “Avremmo dovuto interpretare meglio la gara: non stavamo giocando bene, e avremmo dovuto difenderci meglio, non permettere a loro di farci male in contropiede. Bisogna lavorare meglio sul contro-pressing, abbiamo tenuto Thiago Silva troppo bloccato“.

In effetti, dopo un primo tempo quasi a senso unico, nella ripresa il Chelsea si è disunito molto, soprattutto negli ultimi minuti: nella disperata ricerca di vincere le partita, i blues erano lunghi e disordinati, con Pedro Neto che allo scadere ha trovato il gol in ripartenza.

Sarebbe però riduttivo limitare i problemi del Chelsea in queste situazioni di gioco. D’altronde, gli inglesi sono la seconda squadra della Premier che concede meno Expected Goals: per quanto, come detto da Lampard, non sempre i giocatori siano bravi a leggere i momenti della partita, il Chelsea è una squadra che riaggredisce abbastanza bene. Abbiamo visto tante gare in cui l’avversario non riusciva a ripartire, a causa della feroce riconquista dei blues (trascinati da un Kanté in grande spolvero).

Il Chelsea è prevedibile

Più che altro, queste due partite hanno confermato come il Chelsea sia un po’ troppo prevedibile quando affronta squadre che si chiudono, quando bisogna attaccare in un campo piccolo (nelle ripartenze, i blues sono invece tra le formazioni più pericolose del campionato). Ciò è un paradosso se si pensa al grande talento a disposizione.

E’ una squadra un po’ troppo monotematica, poco varia nel modo di offendere. Tende infatti a svuotare il centro del campo, utilizzando quasi esclusivamente le corsie esterne in zona di rifinitura, con i terzini (Chilwell e James) alti e in costante sovrapposizione. Il 4-3-3 del Chelsea è abbastanza simmetrico: vediamo tanti triangoli tra ala, terzino e mezzala, nel tentativo di mandare i laterali al cross. Così è arrivato il gol di Wolverhampton. Il Chelsea è piuttosto bravo a mandare terzini sul fondo, ed oltretutto sa riempire l’area con tanti uomini.

Il gol di Giroud su assist di Chilwell. Da notare il triangolo a sinistra tra ala, terzino e mezzala. Come si vede, entrambi le mezzali (Havertz e Mount) sono molto alte: ciò permetter di riempire sempre bene l’area di rigore, ma provoca anche rischi nelle ripartenze rivali.

Il problema dei londinesi è che fanno solo questo, dipendendo troppo dal cross. Non riescono a disordinare l’avversario tramute un palleggio più fine ed elaborato. C’è scarsa fluidità e poche rotazioni, con la meccanicità che abbiamo visto sopra. La squadra è eccessivamente statica, con i giocatori che raramente abbandonano la posizione di partenza.

Quando deve attaccare una difesa schierata, il Chelsea non fa altro che inondare l’area di cross cercando di sfondare esternamente. Nelle ultime partite, i blues non sono riusciti a creare occasioni molto pulite, proprio perché l’unica forma di rifinitura è quella di buttare palloni in mezzo: il Chelsea attacca più di inerzia che non di qualità. A volte basta per vincere, ma in altre circostanze trovi invece una fase difensiva ordinata che riesce a reggere: come appunto è successo ad Everton e Wolverhampton.

Se vuole ottenere grandi traguardi, l’impressione è che Lampard debba sfruttare meglio il grande talento offensivo a disposizione. Oggi il Chelsea, anche se intenso è aggressivo, è troppo lineare, non riesce a essere molto imprevedibile. Un qualcosa che si nota soprattutto nelle gare dove manca Ziyech (che ha appunto saltato le ultime partite a causa di un infortunio).

Non a caso, i blues hanno totalizzato appena 3 pareggi e 3 vittorie nelle 6 partite giocate contro squadre dall’undicesimo posto in su: insomma, quando il livello si alza, il Chelsea fatica a ottenere risultati. C’è ancora tanto lavoro da fare per l’allenatore, i blues devono crescere nella proposta di gioco.