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Conferenza stampa Allegri: le parole del nuovo allenatore della Juve – VIDEO

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Conferenza stampa di presentazione di Massimiliano Allegri: ecco le parole del nuovo allenatore della Juve, insieme ad Agnelli

Massimiliano Allegri interviene in conferenza stampa il 27 luglio alle 14.30. Il tecnico si presenta alla stampa e ai tifosi dopo il suo ritorno alla Juventus a due anni dall’addio.

Interviene anche il presidente della Juventus Andrea Agnelli in conferenza stampa.

Prende la parola il presidente Agnelli.

«Ci tenevo a fare i complimenti all’Italia, a Gravina, ai calciatori in particolare Chiellini, Bonucci, Bernardeschi e Chiesa. Una Nazionale, non favorita, ha trovato l’alchimia e ha raggiunto un risultato storico. Tanti complimenti a loro. Come mi capita, non ho aggiornamenti sui vari temi. Dovremmo essere vicino all’annuncio del Consorzio di garanzia, che verrà svelato nei prossimi giorni. Oggi la giornata è dedicata a Max, e ci tenevo ad essere vicino a lui. Inutile che mi dilunghi nella presentazione del palmares di Allegri. Per quanto riguarda le varie riflessioni fatte, ci siamo visti spesso negli ultimi anni, ma nei giorni precedenti al suo ritorno ci siamo scambiati vari pensieri su come sarebbe stato il ritorno di Max al JTC. Abbiamo valutato i possibili rischi che ciò avrebbe suscitato nel mondo Juve, nei media, in lui. Ogni aspettativa contiene in sé un pregiudizio: qui alla Juventus ogni giorno si compete su ogni terreno per conquistare vittorie. Non è scontato, sarebbe un errore gravissimo pensarlo. Chi pensa che i trofei degli ultimi anni sono stati scontati, si sbaglia. La Juve dà un ambiente idoneo e adatto a raggiungere le vittorie. Da quando io sono arrivato alla Juve non ho mai visto una vittoria scontata: vincere costa fatica, e come Max mi ha ricordato non è per tutti. Chi lo fa, merita rispetto. Diamo inizio ad una stagione, con l’obiettivo di arrivare a marzo competitivi in tutte le competizioni. Max e la Juventus non sono tornati insieme per amicizia, che esiste ed è innegabile. Max è l’allenatore della Juve perché ha la credibilità per scrivere un nuovo capitolo, e questo nuovo gruppo dirigenziale (Nedved, Cherubini, Arrivabene) sarà agire nella tradizione bianconera. Da quando è tornato, guardiamo solo al futuro».

SCELTO ALLEGRI PER IL PASSATO – «La storia della Juventus è fatta di lavoro, sacrificio, lo sappiamo, ma gli obiettivi che ci siamo dati è arrivare competitivi in tutte le competizioni in primavera. Non è una questione di passato, ma pensare al futuro».

CONTRATTO DI 4 ANNI – «È un segnale di fiducia, ma anche una programmazione in ottica medio-periodo. Max è la persona giusta, insieme a tutto il team, per portare avanti questo percorso insieme nei prossimi anni».

SCELTA DI CUORE ALLEGRI – «Questa non è una scelta che si basa sul cuore, che esiste, ma perché crediamo che Max sia la persona giusta per aprire un nuovo ciclo alla Juve».

98 ANNI FA L’INIZIO DELL’ERA AGNELLI ALLA JUVE – «Effetto zero, siamo concentrati sul domani. Una cosa che mi ha insegnato la Juve è che il trofeo più bello è il prossimo. Effetto zero, concentrazione cento».

QUANDO HA DECISO CHE ALLEGRI SAREBBE TORNATO – «Ci siamo visti tante volte negli ultimi anni. Uno fa le valutazioni su quella che è la stagione in corso e quando si decide di apportare dei cambiamenti si valutano i profili. C’è stato un ragionamento di rafforzamento di tutta l’area sportiva. La figura di Max era la più adatta».

Prende la parola Allegri.

«Buonasera a tutti, ben trovati. Sono un po’ emozionato, un po’ in difficolta. Speriamo di rompere il ghiaccio subito».

CHE SQUADRA HA TROVATO – «Ho avuto ragazzi giovani, bravi, di buona qualità. Ora stanno rientrando tutti quelli della prima squadra. Basta pensare ai sentimentalismi, oggi inizia un nuovo ciclo. Ho a disposizione un’ottima squadra, stiamo lavorando per migliorarla. I giovani saranno un valore aggiunto, insieme a loro ci sono giocatori anziani, in primis Ronaldo, Chiellini e Bonucci che portano esperienza, tecnica in campo. Devono essere esempi per i più giovani, per far capire loro cos’è la Juventus. Quello che è stato fatto rimane nella storia, 5 anni meravigliosi. Abbiamo deciso di separarci due anni fa, ora inizia un nuovo ciclo di lavoro, mettendo insieme tante cose per centrare i nuovi obiettivi».

SEGNO INDELEBILE ALLA JUVE – «Mi inorgoglisce che la Juve mi ha richiamato, l’affetto dei tifosi. Quello che è stato fatto non serve per portare trofei futuri, dobbiamo da ora pensare a quello che dobbiamo fare. La Juve ha un DNA preciso, e le vittorie passano dal lavoro quotidiano. Da qui ripartiamo, ora che son tornato. Devo lavorare su quello che mi è stato lasciato dagli altri allenatori, con buoni giocatori».

RONALDO – «È un grandissimo campione e un ragazzo intelligente. Ieri è tornato, abbiamo parlato come ho fatto con gli altri. Gli ho detto che quest’anno è un anno importante e sono contento di ritrovarlo. Ha una responsabilità maggiore rispetto a tre anni, perché c’erano giocatori con più esperienza. Da lui mi aspetto molto su questo piano, da uomo qual è. E’ tornato con grandi motivazioni e stimoli».

CHI L’HA INCURIOSITO DEI NUOVI – «Rabiot è un giocatore che ha qualità importanti. L’anno scorso se non sbaglio ha fatto 3 gol da centrocampista: per le qualità che ha lui son pochi, deve farne di più. McKennie ha l’istinto del gol, sotto porta è un freddo ed è bravo di testa. Tanti giocatori hanno il gol nelle gambe: alla fine del campionato bisogna fare 75 gol. Bisogna trovarli tra le punte, tra i centrocampista e i difensori. Sotto quell’aspetto la squadra ha grande personalità. Col presidente ci siamo parlati: la scelta che ho fatto di accettare questa sfida emozionante è anche di riconoscenza e affetto. Ringrazio le squadre che mi hanno cercato».

DYBALA PUO’ ARRIVARE TRA I PRIMI 5 – «Paulo ha i numeri dalla sua parte. L’anno scorso non ha fatto un’annata straordinaria, quest’anno può dimostrare il suo valore. Ora ha 28 anni, è nell’età matura. Ho avuto un’ottima percezione, ho ritrovato un uomo che si rende conto che è un anno importante per lui. Poi fa gol e ha giocate importanti. Punto molto e pretendo molto».

INTER – «In Italia ci sono allenatori importanti: è tornato Spalletti, Mourinho, Sarri è andato alla Lazio, Inzaghi all’Inter. I nerazzurri hanno vinto l’anno scorso e sono i favoriti, noi dobbiamo essere bravi a costruire un percorso che ci porti a fine maggio a vincere lo Scudetto. Poi abbiamo Supercoppa, Coppa Italia e Champions. La Champions deve essere un desiderio da parte di tutti: per vincerla ci sono tanti componenti. Il primo obiettivo è passare il primo turno, dagli ottavi in poi possiamo vincerla».

VOGLIA DI ALLENARE – «Ho guardato un po’ di partite, più il secondo anno del primo, in cui avevo bisogno di staccare dopo 16 anni. Volevo capire se ero in grado ancora di allenare».

SQUADRA CHE PIU’ LA INCURIOSISCE – «Sarà un campionato equilibrio. Il Milan ha giovani con esperienza quest’anno, e sarà favorita. Poi l’Inter, la Roma, la Lazio, il Napoli. L’importante è dare continuità ai risultati».

KULUSEVSKI – «Datemi tempo di vederlo. Mago non sono. E’ un ottimo giocatore, anche lui deve migliorare in fase realizzativa. Ha motore importante, è migliorabile. L’obiettivo di questa squadra è arrivare in fondo, vincere più competizione possibile e creare valore su questi giocatori».

PUNIZIONI – «Non conosco le decisioni degli ultimi anni, non c’ero. Cerco di sfruttare le situazioni: Ronaldo è più un calciante da lontano, Dybala da vicino. Poi se arriva un calciante destro bravo…».

TEORIA DEL CORTO MUSO – «Più che la teoria la pratica. L’importante è arrivare in fondo, con un punticino avanti che basta per portare a casa lo Scudetto. Per vincere servono un tot di gol e prenderne pochi. Quest’anno ha vinto la miglior difesa, ed è tanti anni che succede».

QUOTA SCUDETTO CON GIRONE ASIMETTRICO – «I punti son sempre quelli. Tra 86 e 88 sarà la quota Scudetto, magari mi sbaglio. Per me va bene così, quando ci dicono di giocare ci organizzeremo nel modo migliore per farlo, sapendo che ci sono i diritti televisivi che hanno la precedenza».

METTERE INSIEME TUTTO L’ATTACCO – «In questo momento, dire giocheranno tutti insieme è difficile. Ora devo avere tutta la squadra a disposizione, poi da lì devo trovare equilibrio. Devo mettere insieme una formazione che sappia giocare a calcio. Difficilmente troveremo giocatori in grado di fare 7 partite di seguito: dovrò essere bravo, insieme allo staff, a gestirli al meglio. Poi ci saranno anche le Nazionali.. Abbiamo 20 giorni per metterci in pista. Questa squadra credo abbia tanto potenziale e ha tanto da migliorarsi».

ALLENATORE MANAGER – «Da quando sono arrivato, ho sempre lavorato in totale sintonia con la società. Con Cherubini, Nedved e Arrivabene lavoreremo su cosa c’è da migliorare. Il mio ruolo è sempre lo stesso, non è cambiato rispetto agli anni scorsi. Sono un allenatore aziendalista, non è cambiato il mio ruolo. Mi viene a sorridere quando sento ‘Allegri fa il manager’, ma che manager».

DYBALA VICECAPITANO – «Nella Juventus c’è una linea gerarchica. Il capitano e il vice vengono decisi in base agli anni. Il primo è Chiellini, il secondo… Bonucci? No, Leo se n’è andato (ride ndr). Nell’ultimo anno mio il capitano è stato Mandzukic, anche Khedira. Ora Bonucci sta risalendo».

BERNARDESCHI – «Il mio pensiero è che un giocatore o è bravo o non lo è. Poi ci sono annate non felici, son ragazzi e i motivi sono tanti. Si sposano, hanno figli. Bernardeschi è un giocatore importante e si ripresenterà con la testa giusta. Da quando ripartiamo martedì non abbiamo tanto tempo, e deve essere ottimizzato per diventare squadra. Per farlo bisogna lavorare».

RONALDO ATTACCANTE DELLA JUVE – «Quello che son sicuro è che faccia gol. Che giochi davanti, spostato a destra o sinistra non lo so. In allenamento, quando si allenano lui e Dybala sono dei cecchini, sbagliano poco. Da ogni singolo giocatore devo farlo rendere al massimo per le loro caratteristiche. Non posso chiedere 10 gol a Bentancur».

LOCATELLI – «Non ne parlo perché è una roba di mercato».

ARTHUR – «Non ho fatto in tempo ad arrivare che lui si è operato. Speriamo di recuperarlo il prima possibile, ha tecnica. È un infortunio con poca casistica, speriamo di averlo in un mese e mezzo».

RIFIUTATO DUE VOLTE IL REAL – «Diciamo di sì, soprattutto quest’anno. Ringrazio il Real e il presidente per l’opportunità, poi ho fatto delle riflessioni sulla Juve che mi ha dato molto. Credo in questa squadra, divertente da allenare, poi però bisogna vincere».

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