Conferenza stampa Longo: «Dobbiamo imporre il nostro gioco»

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

Conferenza stampa Longo, le parole del tecnico granata alla vigilia di Torino Sampdoria: «Dobbiamo imporre il nostro gioco»

Ha le idee chiare, alla vigilia dell’esordio sulla panchina granata, Moreno Longo. Il tecnico del Toro, infatti, fin dalla gara di domani alla Sampdoria ha intenzione di chiedere ai suoi di imporre idee e gioco. «Sfideremo una squadra che con Ranieri ha trovato la propria identità, quindi dovremo essere bravi nella lettura della partita. Ma mi aspetto un Toro che cerchi di fare la partita per più minuti possibile, cercando di proporre un’idea che nel proseguo cercheremo di sviluppare di settimana in settimana».

AMBIENTE – «Sono stati giorni particolari, ma credo si sia percepito l’entusiasmo della piazza. Ora tocca a noi offrire una prestazione all’altezza di questo entusiasmo. So che ci sono già oltre 18mila biglietti venduti, ci aspettiamo uno stadio caldo».

ALLENAMENTI – «In settimana ho avuto massima disponibilità da tutti i giocatori, abbiamo lavorato bene. Ho visto nei loro occhi la voglia di invertire il trend negativo che si era venuto a creare. I sorrisi fanno bene, perché mi piace lavorare con allegria, ma poi servono le prestazioni in campo».

GIOCO – «Al giorno d’oggi si parla molto di calcio propositivo: è una sinfonia per me, perché è quello che più mi piace e che avevo cominciato a fare con la Primavera. Ma, quando ti ritrovi in una squadra già costruita, bisogna innanzitutto trovare la soluzione migliore in base ai giocatori a disposizione. Al primo allenamento si è iniziato a capire quel che si stava creando e non nascondo che l’emozione mi ha pervaso, ma serve mantenere equilibrio».

INFORTUNATI – «Ansaldi è rientrato in gruppo, ma è fermo da un mese: è in condizione precaria che non gli permette di avere una partita intera nelle gambe. Anche Rincon è rientrato, mentre abbiamo fuori Zaza e Baselli che stanno progredendo nel migliore dei modi».

IMPATTO – «Sarà emozionante entrare in campo, perché avremo un colpo d’occhio come non si vedeva da tempo. Lì ci renderemo conto che poi, da quel momento, starà tutto a noi».