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Conti: «Che bella Fiorentina! Ora spero resti Vlahovic e sullo scudetto…»

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Carlo Conti ha parlato a La Gazzetta dello Sport del suo amico Mancini e del campionato di Serie A. Le sue parole

Carlo Conti ha parlato a La Gazzetta dello Sport del suo amico Mancini e del campionato di Serie A.

ITALIA – «Per me la vittoria all’Europeo è stata la più grande gioia sportiva di quest’estate speciale, gioia proseguita con Berrettini e con Jacobs. Risultati inaspettati e quindi ancora più belli. Ho visto la finale da solo nella casa al mare, ma è una scelta: le partite me le gusto di più fantozzianamente con birra, pizza e buffetto libero, diciamo così… Ai rigori però ho dovuto trattenere le urla perché mia moglie e mio figlio già dormivano. Non facile… Quel trionfo è stato la dimostrazione di un grande lavoro, Mancini ha saputo motivare questi ragazzi dando loro la carica giusta per ottenere una vittoria enorme».

FIORENTINA – «Contro il Genoa è arrivata un’altra bella prova. Nella passata stagione scendevano in campo poco motivati, Italiano ha saputo da subito rompere questa tendenza. Il gruppo è rimasto fondamentalmente lo stesso e va bene perché i giocatori di livello ci sono, il nuovo allenatore è riuscito però a sfruttare al meglio il valore di ognuno al servizio della squadra. La sua mano già si vede e mi piace, abbiamo il giusto atteggiamento e si percepisce l’orgoglio di vestire questa maglia. L’importante è iniziare un progetto per crescere nel tempo, senza cambiare ogni secondo. Noi tifosi dobbiamo essere pazienti e lasciar lavorare. Speriamo resti Vlahovic, bomber di razza cresciuto a Firenze. Mi auguro davvero si trovi un accordo».

INTER – «E sarà tempo di telefonate e messaggi con i miei amici nerazzurri come Bonolis, Amadeus, Fiorello, Cattelan e il mio regista Pagnussat… Lo sfottò rispettoso mi piace, il calcio deve avere anche la leggerezza di campanilismo. Vediamo che succederà».

INTER SQUADRA DA BATTERE – «No, resta tra quelle da battere insieme a Napoli, Roma, Lazio, Atalanta, quella squadra di Torino con le righe bianche e nere e il Milan di Pioli, tecnico che stimo infinitamente. Non dimentichiamoci che alla Fiorentina riuscì a gestire uno dei momenti più tristi e difficili che uno spogliatoio possa vivere, la scomparsa di Davide Astori, dimostrando di essere una grande persona».

TIFOSO DELLA FIORENTINA DA QUANDO – «Sono fiorentino e questo dovrebbe bastare. Di certo si è rafforzato con la vittoria dello scudetto del 1969: per il bambino Carlo di allora 8 anni fu una gioia immensa. Il numero 10 era Picchio De Sisti, nato il 13 marzo come me: quando mi regalarono la sua maglia rimasi incantato».

IBRA A SANREMO – «Amadeus ha avuto una bella idea, è stato divertente. Un po’ teso all’inizio, poi si è sciolto».