Cosimo Sibilia, chi è il «nuovo Tavecchio» che ha tradito Tavecchio (e ne prenderà il posto)

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© foto www.imagephotoagency.it

Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, forte dell’appoggio di Malagò è il candidato numero uno a sostituire Carlo Tavecchio alla presidenza della FIGC

Ha spodestato Carlo Tavecchio con una mossa da politico navigato. E non c’è da sorprendersi, visto che Cosimo Sibilia il politico lo fa di professione. Dal 2008, anno della sua prima elezione a Palazzo Madama, siede tra i banchi di Forza Italia (allora PdL) ma nel suo curriculum c’è anche la presidenza della Provincia di Avellino, oltre che quella della Lega Nazionale Dilettanti. E proprio questa sua leadership nel comparto del calcio dilettantistico ha costretto Tavecchio al passo indietro di oggi in Consiglio Federale. Il blocco che aveva supportato l’ascesa dell’ormai ex capo del calcio italiano, è venuto a mancare, proprio su indicazione di Sibilia.

Sibilia che nel 2014, ai tempi della seconda elezione di Tavecchio, era diventato presidente della LND proprio per imposizione del defenestrato capo della Federcalcio. A caldeggiare il suo nome era stato il numero uno del CONI, Giovanni Malagò, amico di vecchia data dell’avellinese. Non c’era giorno, come riportava Il Fatto Quotidiano alcuni mesi fa, che Sibilia non venisse avvistato a Palazzo H. A Malagò, Sibilia è legato dai tempi della  presidenza del Coni Campania: storie che si intrecciano negli ambienti del CIO e toccano anche quelli politici. L’amicizia di Malagò con Gianni Letta, storico braccio destro di Silvio Berlusconi, è un altro collegamento tra il presidente del CONI e il parlamentare di Forza Italia.

Un uomo, Sibilia, che in tempi non sospetti non ha fatto mistero di puntare alla poltrona che fino a stamattina è stata di Tavecchio: «L’ambizione non è un peccato», è solito ripetere. Oggi, forte del 33% dei voti della Lega Dilettanti, è il favorito a prendere il posto di Carlo Tavecchio alla presidenza della FIGC. Si è chiesta a gran voce la testa del maccheronico presidente con l’illusione di dare il via ad una rifondazione nella sostanza. Non si è fatto i conti con i freddi numeri. Si è fornito l’alibi ai cospiratori per compiere il tradimento. E tra 90 giorni avremo un nuovo Tavecchio (solo un po’ più presentabile) al posto del pugnalato Tavecchio.