Retroscena FIGC: così Sibilia (tu quoque) ha pugnalato Tavecchio su mandato di Malagò

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Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, è l’uomo che ha tradito Carlo Tavecchio. Ma c’è lo zampino del vecchio amico Malagò

C’era un Paese intero a volere la sua testa e Carlo Tavecchio alla fine ha dovuto arrendersi. Gli uomini che lo hanno eletto per due volte a capo del calcio italiano, stamattina lo hanno tradito, pugnalato, come non erano stati in grado di fare quando l’ormai ex Presidente della FIGC era di fatto plenipotenziario del pallone nostrano. Contava sul 33% dei voti garantiti dalla LND (Lega Nazionale Dilettanti) Carlo Tavecchio, sperava che la sua abilità politica, la capacità di accontentare un movimento che grazie a lui aveva sempre goduto di ottimi uffici in Federcalcio, lo salvasse dallo spirito giustizialista dilagante nel Paese.

A torto o a ragione, però, Tavecchio è stato decapitato. E il “boia” designato è stato Cosimo Sibilia, presidente proprio della LND, che adesso è il candidato numero 1 a raccogliere l’eredità dell’uomo raccontato in questi giorni come il male assoluto del calcio italiano. E che qualcosa di strano stesse accadendo era nell’aria: il presidente del CONI Malagò, intervistato ieri sera da Fazio, si era detto sicuro che Tavecchio sarebbe arrivato da dimissionario al Consiglio Federale. Come lo sapeva? Semplice: Cosimo Sibilia è l’uomo di Giovanni Malagò. È grazie a Malagò (amico personale di lungo corso) che Sibilia è diventato presidente della LND. È la “tassa” che Tavecchio ha dovuto pagare per essere rieletto nel 2014 alla presidenza FIGG con l’appoggio del CONI. Ecco perché non ci sono buoni e cattivi in questa storia. Ecco perché Tavecchio, all’indirizzo di Sibilia oggi può dire:”Tu quoque…