FIGC, Abete: “Prandelli? Equivoco con la Fiorentina”

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Firenze, 12 ago – Tra Prandelli, la Federazione e la Fiorentina c’e’ stato solo un ”equivoco” e verso la famiglia Della Valle c’e’ piena ”stima” e volonta’ di collaborazione da parte della Figc. Lo ha ribadito Giancarlo Abete, presidente della Federazione, a proposito delle polemiche suscitate dalla visita a Cesare Prandelli, nel ritiro della Nazionale a Coverciano, di alcuni tifosi della Fiorentina che gli hanno donato scherzosamente una statuetta.

Sul fatto la Fiorentina aveva chiesto spiegazioni alla Figc.

”C’e’ una volonta’ da parte di tutti – ha detto Abete, a margine della presentazione dei calendari di Lega Pro a Firenze -, della Federazione, di Prandelli, di lavorare congiuntamente per risolvere i problemi e per avere un rapporto fecondo. Senza dubbio si e’ trattato di una incomprensione, di un equivoco: alcune situazioni che sono maturate nell’ambito di poche ore hanno determinato dei livelli di collegamento che non esistevano. Lo stesso Prandelli quando li ha incontrati non era a conoscenza della lettera di Andrea Della Valle e peraltro parlando successivamente ha sposato le tesi della societa”’.

Dunque ”il collegamento di due fattispecie che viaggiavano su due binari diversi”, per Abete, ha ”determinato un piccolo cortocircuito”. Pero’ ”rimane l’impegno chiaro della Federazione che e’ quello contro ogni tipo di violenza, contro ogni forma di forzatura”. Abete ha anche voluto sottolineare come ”la famiglia Della Valle sia un patrimonio per la citta’ di Firenze, per quello che ha dato, per quello che e’ in grado di dare, per come ha posizionato, in termini morali, etici e comportamentali il modo di essere della societa”’.

Abete ha escluso pero’ una nota scritta della Federazione sul tema, come chiesto dal presidente della Fiorentina Cognigni.

”Ho parlato con Cognigni e non solo con lui – ha detto -.

C’e’ stima reciproca e la possibilita’ di parlare direttamente e’ piu’ normale”.

Per quanto riguarda invece i continui attriti tra Inter e Juventus, Abete ha rilevato che ”sono posizionamenti legittimi di societa’ comunque costituite da persone di classe” e dunque la contrapposizione e’ ”comunque in una logica di grande normalita”’. Del resto, ha fatto notare, ”il calcio e’ grande tifo e anche faziosita’, identita’, storia, tradizione ed e’ naturale che tutte le societa’ cerchino legittimamente di sostenere che la loro posizione sia corretta”. Sottolineando che come Figc ”noi rispettiamo tutte le decisioni che interverranno” Abete ha concluso dicendo che ”si avvicina il calcio giocato che e’ una grande panacea: inizi subito il calcio giocato che risolve in parte anche i problemi del calcio parlato”.

Fonte: asca.it