Cosa ha Higuain e non ha Icardi. E viceversa

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Il Mondiale si avvicina e Sampaoli non ha ancora scelto il bomber: sarà Icardi o Higuain la spalla di Messi per il sogno dell’Argentina?

Quando Mauro Icardi aveva messo la freccia su Gonzalo Higuain per il ruolo di bomber dell’Argentina al prossimo Mondiale, l’infortunio toccato in sorte al centravanti dell’Inter ha cambiato le carte in tavola: il suo connazionale ha sfruttato le prestazioni inscenate in questi ultimi mesi di Juventus e si è ripreso la maglia della Selecciòn, complice appunto la sosta ai box del buon Maurito. Oddio, l’avesse il commissario tecnico Sampaoli visto all’opera contro la Sampdoria, o meglio non avesse diramato prima le convocazioni per la doppia tornata amichevole, un pensierino a lasciare la situazione immutata probabilmente lo avrebbe accarezzato. Fatto sta che la situazione è tuttora poco delineata e non permette di escludere alcun epilogo: le sensazioni raccontavano di un Icardi in netto vantaggio, ma Higuain ha recuperato posizioni e si candida per un posto sull’aereo nella rosa che volerà verso Russia 2018.

Argentina, chi più ne ha ne metta

Ad onor del vero l’organico dei papabili in termini di attaccanti è talmente ampio da poter costituire due se non tre nazionali di alto livello. Solo qualche nome: Messi, Di Maria, Correa, Salvio, Dybala, Gomez, Aguero, Perotti, Martinez. E ne abbiamo scartati tanti. E mancano appunto i due centravanti in questione: da un lato Mauro Icardi, dall’altro Gonzalo Higuain. Proprio Sampaoli, se non a chiare lettere ma quasi, in passato ha lasciato intendere come tra i due il posto a disposizione fosse unico: l’idea è quella di chiamare quattro attaccanti brevilinei più Aguero ed uno tra Icardi ed Higuain. Nei quattro attaccanti brevilinei è ovviamente da catalogare il miglior calciatore della storia: Leo Messi. Che per sue caratteristiche vive oramai il ruolo di riferimento centrale così come quello naturale di attaccante esterno. Considerando anche l’evoluzione della carriera e dell’attitudine di Sergio Aguero, allo stato dell’arte prima punta navigata, portarsi dietro sia il centravanti dell’Inter che quello della Juventus in effetti potrebbe risultare inefficace. O addirittura improduttivo, creando quella che si andrebbe a sostanziare come una concorrenza spietata per un solo posto a disposizione.

La scelta: perché Gonzalo Higuain

Allora non ci resta che ragionare in termini di opzione: chi merita tra Higuain ed Icardi di aggregarsi all’Argentina che contenderà il titolo mondiale alle altre forze più quotate? In altre parole: chi è più forte tra Higuain ed Icardi? Alcuni fattori spingono verso la direzione dell’uno, e viceversa, come accade quando a contendersi qualcosa sono due profili di tale livello. Le due parole chiavi che Higuain ha da spendere in tale contesa sono qualità ed esperienza. Partiamo dalla prima: la padronanza dei fondamentali che l’attaccante della Juventus vanta è probabilmente superiore a quella del suo connazionale. Questo emerge soprattutto quando è chiamato ad allontanarsi dall’area avversaria: Higuain in tal caso riesce a rendersi utile giocando il pallone con i centrocampisti, cambiando fronte e addirittura vestendo i panni del suggeritore, come accaduto ad esempio nel clamoroso ribaltamento di fronte di Wembley. Assist geniale a Dybala e Tottenham a tappeto in tre minuti mortiferi. L’esperienza: Higuain – complici anche i sei anni in più rispetto ad Icardi – ha giocato un numero di partite decisive, le finali o se vogliamo le gare da dentro o fuori, ben più alto dello scarno bottino accumulato ad ora dal suo competitor. C’è da dire che, se guardiamo alle finali, le ha praticamente toppate tutte: Brasile 2014, le due seguenti di Copa America perse addirittura dal Cile, per quello che è diventato – per il popolo argentino – a tutti gli effetti un vero e proprio incubo. Non è andata meglio con la Juventus in finale di Champions League. Resta il fatto che le ha giocate.

La scelta: perché Mauro Icardi

Ci leghiamo direttamente alla chiusura del precedente ragionamento per sviluppare il primo elemento in favore di Mauro Icardi: se è vero che Higuain ha giocato tante finali, è altrettanto indubitabile che le abbia sbagliate tutte. E che, anche nel recente Mondiale, si sia segnalato per un solo gol, quello siglato al Belgio nei quarti di finale. Ed allora il quesito sorge spontaneo: perché non provare altro? Non che il Pipita sia povero in termini di personalità, ma perché non testare se Icardi ne abbia di più? I suoi numeri con l’Inter sono letteralmente impressionanti: dopo il poker rifilato alla Sampdoria ha in un solo colpo centrato quota 100 in Serie A e la stessa cifra in termini di gol realizzati complessivamente con la maglia nerazzurra. Ad appena venticinque anni. Clamoroso che un fuoriserie del genere non abbia mai calcato i campi della Champions League, ulteriore circostanza che – in termini di esperienza accumulata – non può che sorridere al bianconero. La seconda ragione è strettamente legata alle sue caratteristiche: se sostanzialmente Higuain appare affine ai colleghi citati precedentemente, Mauro Icardi è la reale risorsa tattica per cambiare lo spartito quando ce n’è bisogno. Maggiore potenza, maggiore reattività atletica, maggiore capacità di incidere negli ultimissimi metri, nel suo habitat naturale chiamato area di rigore. Per una nazionale quale l’Argentina, che già tende a tenere troppo il pallone tra i piedi per via della consistenza numerica dei suoi giocolieri, un centravanti che invece bada all’essenziale come insindacabilmente riesce ad Icardi potrebbe giovare. Senza dimenticare che i fondamentali tecnici sono di primissimo ordine: altrimenti la descrizione potrebbe rendere qualcosa che non è affatto reale. La conclusione: in tanti vorrebbero ritrovarsi nei panni di Jorge Sampaoli. Nell’abbondanza c’è l’opportunità di scegliere, non nella ristrettezza. Che Russia 2018 sia la definitiva rampa di lancio per Mauro Icardi?