Insulti razzisti a Balotelli, il presidente Setti: «Il nostro pubblico è ironico, non è razzista»

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Il presidente del Verona Setti ha parlato dopo gli spiacevoli episodi di razzismo: «Parlare di Verona come fossimo fermi a 30 anni fa è sbagliato»

Maurizio Setti, presidente dell’Hellas Verona, ha preso le difese della sua tifoseria accusata di aver rivolto cori razzisti nei confronti di Mario Balotelli. Queste le parole del numero uno gialloblù a Sky.

«Confermo che noi non abbiamo percepito nulla. Non possiamo gestire 20mila persone, Il nostro pubblico è ironico, non è razzista, come è accaduto 6 anni fa al nostro debutto contro il Milan proprio di Balotelli. Quando ci sono episodi di razzismo siamo i primi a condannarli, lo abbiamo sempre fatto, ma è sbagliato generalizzare, parlando di cori e tifoseria razzisti, se su 20.000 persone fra il pubblico un paio possono, magari, aver detto qualcosa.

Quelle due-tre persone, se ci sono, siamo pronti a prenderle e punirle perché condanno fortemente qualsiasi episodio di questo tipo. Ma parlare di Verona come fossimo fermi a 30 anni fa è sbagliato: noi siamo un Club e una tifoseria che ha solo lo sport nel proprio DNA. Sono tantissimi i ragazzi di colore che vestono gialloblù dalle Giovanili alla Prima Squadra, il razzismo è un discorso che per noi non esiste e Verona non è il posto giusto per simili generalizzazioni. Su 8 anni della mia presidenza, potete constatarlo, l’atteggiamento dei nostri tifosi è stato assolutamente corretto. Balotelli l’ho incontrato e mi sono scusato nell’eventualità che qualcuno gli possa aver detto qualcosa»

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