Connettiti con noi

News

Inter: è l’ora di Eriksen? Il Toro ritrova Zaza, Ballardini è l’arma in più del Genoa

Pubblicato

su

La prima giornata del girone di ritorno ci ha regalato sprazzi del vero Eriksen, quello dei tempi del Tottenham.

Il danese, galvanizzato dal gol su punizione diretta, la specialità della casa, che ha portato l’Inter in semifinale di Coppa Italia, non ha deluso nella successiva gara di campionato contro il Benevento, lanciato da Conte dal primo minuto. L’ex Spurs, oltre ad aver propiziato l’autogol di Improta, è sembrato finalmente a suo agio nel gioco dell’Inter, quasi come se affrancato di un grosso peso che lo attanagliava. Contro i sanniti, di fatto, Eriksen è tornato ai suoi livelli standard di Efficienza Tecnica (96%), palesando le sue capacità nella distribuzione del gioco (K-Pass 96%). Il centrocampista classe ’92 è risultato quasi impeccabile nella fase di possesso (Aggressività Offensiva 94%, conclude positivamente tutte le occasioni di 1 contro 1) e nella gestione della manovra (K-Solution 96%), nonostante la sua condizione fisica non sia ancora ottimale. Tant’è vero che l’Impact Factor non va oltre il 9% e valori come il Pressing (85%) e lo IEF (87%) sono ancora troppo bassi. Ma il dato certo è che Conte sta ritrovando una pedina importante nel suo scacchiere, preziosa per la seconda parte della stagione.

In tema di giocatori rigenerati, una menziona spetta a Simone Zaza, il giocatore che ha più beneficiato del cambio in panchina in casa Torino. Al debutto di Davide Nicola alla guida dei granata, l’attaccante classe ’91 ha subito messo a referto una doppietta, contro il Benevento, confermandosi poi nell’ultima uscita di campionato contro la Fiorentina, con buone giocate e una traversa colpita in pieno. Sono numeri importanti quelli dell’ex Valencia, con uno IET salito al 93% (in linea con gli attaccanti di fascia alta) e dati notevoli soprattutto sul piano della costruzione di gioco, con un K-Pass del 95%, completando addirittura il 75% dei passaggi ad altissimo coefficiente di difficoltà. Se la sua disciplina tattica (K-Movement 94%) e la prestanza atletica (IEF 91%) rappresentano ormai dei dati consolidati, il partner di Belotti deve migliorare nella fase di ripiegamento, come testimonia un 86% di pressing, indice di uno scarso apporto difensivo. 

L’argomento “rinascita” è caro anche ad un altro protagonista del nostro campionato, anche se in questo caso parliamo di un collettivo piuttosto che di un singolo. Il riferimento è al Genoa, che ha completamente cambiato faccia dopo il ritorno di Davide Ballardini. Il Grifone è imbattuto in sei delle ultime sette gare di campionato, vincendo quattro di queste, inclusa l’ultima, sul campo del Crotone. Contro gli uomini di Stroppa i rossoblù sfoderano una prestazione in linea con la media di Serie A, sia sotto il profilo dell’Efficienza Tecnica che Fisica (89%). Pur non eccellendo sul piano tattico (non raggiungono il 90% né in K-Solution né nel K-Pass), i ragazzi di Ballardini riescono a limitare la manovra dei calabresi con un pressing che li costringe a sbagliare quasi il 50% dei passaggi di medio-bassa difficoltà. Tra i tanti meriti del tecnico di Ravenna, c’è quello di aver rivitalizzato alcuni elementi della rosa, a partite da Destro (K-Movement 93%) e Zajc (IET 91%), passando per Radovanovic (K-Pass 93%) e Pandev, quest’ultimo capace in 20 minuti di dare qualità a tutte le giocate disponibili (completa positivamente tutti i passaggi e le occasioni di 1 contro 1).

Advertisement