Italia, Ventura è un uomo solo: «Ho poche ore per rimediare»

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Gian Piero Ventura alla vigilia di Svezia-Italia è sempre più solo: l’unità di misura è cambiata, si ragiona per ore

Cammina per i sentieri della Pinetina con lo sguardo basso. Sa che da qui a poche ore verrà scritto il suo destino. Giampiero Ventura, alla vigilia di Italia-Svezia, è un uomo solo. Non ha ancora deciso la formazione che scenderà in campo per giocarsi l’accesso al Mondiale. Non sa se alla fine è concettualmente più giusto affondare con le mani sul timone della nave, fermo sulle proprie idee, o al contrario dare ascolto ai marinai, a chi gli dice che è ora di cambiare rotta.

Ora: l’unità di misura s’è ineluttabilmente ridotta. Del progetto Italia non si parla più, del nuovo ciclo neanche, il Mondiale è una luce sempre più piccola in fondo al tunnel iniziato il 2 settembre. Era il giorno di Spagna-Italia, quello in cui la Nazionale s’è scoperta non all’altezza, ritrovandosi anche meno forte di quanto sia realmente.

Non sono più i mesi a scandire il ritmo di Ventura: semplicemente non c’è più tempo. Il ct scambia poche parole con il resto della truppa azzurra. Le poche che spende – come riporta La Repubblica – sono il sintomo della pressione che avverte: «Abbiamo poche ore per rimediare ai nostri guai, ma dobbiamo farcele bastare». Ventura stanotte non dormirà: passeggerà ancora a lungo per le vie della Pinetina. Cercherà ispirazione, proverà a capire se mettere da parte l’orgoglio delle proprie idee è la cosa più giusta da fare. Poi si affiderà alla mareggiata: sperando di condurre la nave in porto. Sopravvivere al naufragio non potrà.