Juve, De Sciglio e Howedes non fanno il campione che avresti potuto prendere

de sciglio
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La Juventus è in chiaro e scuro: il mercato ha risentito di un progetto tecnico poco chiaro, gli acquisti di De Sciglio e Howedes lo dimostrano. Non era meglio un campione vero?

Da quando sull’Italia e sul suo sistema calcio è piombata la crisi economica, i club nostrani hanno rispolverato come un mantra l’arte tutta italiana dell’arrangiarsi come si può. Finita l’epoca d’oro dei presidentissimi che gettavano miliardi nei loro giocattoli, al solo obiettivo di togliersi lo sfizio domenicale di assistere ad un bello spettacolo della propria squadra, adesso sono gli sceicchi, le multinazionali, le banche e, nei casi più estremi, perfino gli stati, a potersi permettere il lusso di fare gli investimenti a perdere quali sono i calciatori. Quelli forti, quelli bravi, i più famosi, sono ormai merce dei campionati esteri che in passato hanno mantenuto comportamenti più parsimoniosi e hanno saputo lavorare in prospettiva, con la costruzione di stadi nuovi, con lo sviluppo dei brand e sfruttando al meglio i bacini d’utenza. In Italia, si sa, siamo sempre un po’ più in ritardo rispetto alle innovazioni, e questi discorsi sono appena in fase embrionale. Uno dei club più avanti sul tema e più vicino al trend europeo è invece la Juventus, non casualmente la dominatrice della Serie A per distacco nell’ultimo lustro.

SOLDI SEMPRE REINVESTITI PER RINFORZARE TUTTA LA SQUADRA E NON IN UN ‘TOP-PLAYER’ – Per la società torinese non ci sono più problemi di budget, grazie ad un impianto sportivo che da anni ha risanato ormai il bilancio delle casse, e ad alcune plusvalenze record (Pogba a 100 milioni, e quest’anno Bonucci a 40) che stanno consentendo di tornare a sognare in grande, puntando ad allestire una rosa di top-player. Eppure, il riutilizzo dell’enorme liquidità a disposizione di Marotta e Paratici è quasi sempre “spalmato” sull’acquisto di più giocatori per rinforzare varie zone del campo, piuttosto che su un nome altisonante. Che adesso sarebbe possibile sostenere alla voce “costi” per le finanze della proprietà Agnelli. Ma niente da fare, neanche l’ultima estate è stata quella buona, complice anche un progetto tecnico cambiato radicalmente dall’allenatore juventino e che richiedeva rinforzi in quantità nel reparto offensivo. Il mercato della Juve ha anche dovuto far fronte però ad addii di spessore, come quello del terzino destro Dani Alves: in questo caso l’operato bianconero è parso luci e ombre, come se alcune trattative fossero messe in piedi per la frenesia di dover rinforzare una rosa che si temeva avesse finito un ciclo e che doveva essere rinforzata dopo aver perso in malo modo la finale di Champions League, piuttosto che per la reale necessità e convinzione di aver bisogno di certi elementi.

DE SCIGLIO E HOWEDES SONO COSTATI 16 MILIONI, UNO SPRECO? – Il caso emblematico è stato l’acquisto per 12 milioni di euro di Mattia De Sciglio, un giocatore di indubbia validità ma di poca esperienza internazionale e da recuperare sotto il punto di vista mentale per potersi definire un degno sostituto di Alves. Infatti appena un mese dopo è arrivato nel suo stesso ruolo anche il nazionale tedesco Benedikt Howedes dallo Schalke 04 per 3.5 milioni, e tutto questo con un Stephan Lichtsteiner ancora arruolabile in quella posizione del campo e che continua a reclamare spazio nonostante i 33 anni di età. Che si tratti di una bocciatura prematura dell’italiano ex Milan, o di una scelta studiata per rinfoltire la corsia difensiva di destra e per preparare il ben servito allo svizzero, la Juventus si è trovata a totalizzare quasi 16 milioni di spesa.

HOWEDES E DE SCIGLIO FANNO UNO TRA BELLERIN O CANCELO? – Quasi quanto sarebbe potuto costare un calciatore di maggiori garanzie di entrambi i nuovi arrivati: per esempio il promettente Hector Bellerin dell’Arsenal, canterano barcelonista e che abbiamo avuto modo di ammirare all’Europeo U-21 con la Spagna vice-Campionessa finale, oppure quel Joao Cancelo scelto dall’Inter e dal roseo avvenire. Nomi nuovi del panorama mondiale del calci, non ancora in grado di scaldare il cuore dei tifosi, ma di maggiori prospettive rispetto ad un ventinovenne (Howedes) e reduci da annate migliori (rispetto ad un De Sciglio la cui carriera si è stallata). Cara Juventus, migliorarti è difficile, ma non a tutti serve rifare una squadra: a te basta un campione. Uno, per farne arrivare poi altri. Un passo alla volta. Per non essere più solo la squadra Campione, ma una squadra di campioni. Allora sì che sarai da Champions.