Buffon, la conferenza d’addio: «Lascio la Juventus, potrei giocare ancora. Niente Nazionale»

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Conferenza stampa annunciata per giovedì 16 maggio a partire dalle 11.30 per Buffon: il portiere della Juventus annuncerà il ritiro? Qui di seguito ecco le ultime novità

Inizia la conferenza stampa di Gigi Buffon. Accanto al portiere bianconero anche il presidente Andrea Agnelli. Ecco le sue parole: «Buongiorno a tutti, anche a Marotta, Nedved, Paratici e Chiellini che sono qui con noi oggi. E’ difficile trovare le parole, preferisco iniziare da qualche numero. Con Gigi in porta una partita su due non si subisce gol, è stato per 80 volte capitano della Nazionale, ha vinto 11 campionati di A, 1 di B, è campione del mondo, un totale di 26 trofei in 22 anni di carriera e vuol dire che in ogni anno almeno un trofeo si porta a casa. E’ timido, è leale, è onesto, è sincero, è un amico, è il capitano. E’ stato in paradiso ma è sceso anche in B come Nedved, Del Piero, Trezeguet e noi saremo sempre grati a loro. Il 2017-2018 è stata un’annata difficile, nella sua testa c’era il Mondiale, invece il 2017 gli ha riservato Italia-Svezia, un infortunio, il gol di Koulibaly, un rigore al 93′ a Madrid. Ma poi ha portato a casa la 4° Coppa Italia e il 7° Scudetto consecutivo: numeri pazzeschi. Gigi ha frequentato casa mia assiduamente e tutte le decisioni sono state condivise. Szczesny difenderà la porta della Juventus l’anno prossimo ma una porta che prima di Gigi è stata difesa da Zoff, Sentimenti IV, Tacconi e Peruzzi. Gigi ha proposte per continuare a giocare e anche fuori dal campo. Lui avrà il mio pieno supporto per ogni decisione. Io gli voglio dire solo grazie e di godersi lo Stadium sabato così come lo Stadium si godrà te sabato prossimo. Fino alla fine, grazie Gigi. Ruolo per Buffon nella Juve? Passa attraverso una seria formazione e vale per tutti. L’inizio è stato il prospettare un anno di seria formazione per avere competenza e consapevolezza della gestione del club a 360° e da lì si può capire qual è la direzione più giusta».

Ecco le parole di Gigi Buffon: «Ringrazio il presidente. In questi anni abbiamo sviluppato un rapporto unico, di vicinanza, di amicizia. La lotta feroce all’ipocrisia e altri fattori ci hanno unito. La presenza della dirigenza della Juve, il mio procuratore, Giorgio Chiellini che prenderà giustamente i gradi di capitano, mi fa veramente piacere perché avete un ruolo importante per veicolare determinati messaggi e al netto delle polemiche e delle incomprensioni io devo dire grazie anche a voi ma non perché è un fatto dovuto ma un fatto sentito. Quella di oggi è una giornata particolare per me, ricca di emozioni. Arrivo qui con tanta serenità e tanta felicità e con appagamento. Questi sentimenti sono figli di un percorso straordinario e bellissimo che ho avuto la fortuna di poter condividere con tante persone che mi hanno voluto bene e io questo bene l’ho percepito giorno dopo giorno e per questo bene ho lottato e ho cercato di fare del mio meglio. Sabato sarà la mia ultima partita con la Juventus e credo che sia il modo migliore per finire questa grandissima avventura, finirla con due vittorie importanti, finirla con la vicinanza e l’accompagnamento del presidente e del popolo juventino. La mia paura era di arrivare alla fine della mia avventura con la Juve da sopportato o da giocatore che aveva fuso il motore e posso dire che non è così e sono veramente orgoglioso, fino a sabato, di aver potuto esprimere il mio meglio, delle prestazioni all’altezza del mio nome e all’altezza della Juventus. Arrivo a questo saluto sereno e felice perché non è scontato per uno sportivo, essere così longevo e performante. Ringrazio la famiglia Juve che nel 2001 ha preso un talento straordinario e chiaramente sono di parte ma se questo talento è diventato un campione è perché la Juve ha fatto sì che ciò accadesse. La Juve mi ha fatto fare un ulteriore step in convinzione, mentalità, consacrazione e se a 40 anni sono ancora qua e sono in campo in questo modo è solo per la Juventus, per l’approccio al lavoro che è diverso rispetto alle altre parti del mondo. Io questa filosofia l’ho fatta mia e sono sicuro che la userò anche in futuro nel dopo calcio, se dovesse servire. Ho gettato il cuore oltre l’ostacolo e ringrazierò la Juventus per i grandi insegnamenti che mi ha dato».

Iniziano le domande dei giornalisti. Ecco le parole di Buffon: «Cosa farò? Sabato farò la mia ultima partita con la Juve. Andrea Agnelli è a conoscenza di tutto quello che sta accadendo attorno a me ed è un consigliere del quale non voglio privarmi. Fino a 15 giorni fa era risaputo e certo che avrei smesso di giocare. Sono arrivate delle offerte e delle sfide stimolanti in campo e fuori dal campo e la più importante fuori dal campo è arrivata dal presidente Agnelli. Dopo questi tre giorni che saranno pregni d’emozioni, deciderò. Aspetterò qualche giorno ma la prossima settimana prenderò la mia decisione definitiva. Quest’anno è stata un’annata snervante dal punto di vista emotivo perché è iniziata troppo presto. Le emozioni più forti arrivano di solito da marzo in poi ma quest’anno a novembre ci siamo fatti carico io, con Giorgio e gli altri, del fallimento Mondiale. E’ stata una stagione con dei bassi inaspettati e dei picchi incredibili e questo ha fatto sì che la razionalità a volte venisse meno. Qualche perplessità sullo Scudetto dopo Juve-Napoli c’era. Dovevamo capire se eravamo ancora noi, se fossimo riusciti a ricompattarci e a riprenderci o magari se questa sensazione di esserci disciolti si sarebbe protratta anche nel finale di stagione e invece, per l’ennesima volta, abbiamo dato una risposta incredibile. Un altro anno ancora? La prossima sarà la settimana delle decisioni definitive. Nella mia testa ero un ex giocatore fino a 15 giorni fa e l’avevo accettato con la massima serenità e qualsiasi cosa dovesse capitare, continuerò ad essere felice. L’importante era non intaccare la mia mezza vita con la Juve, per deludere le persone che hanno creduto con i fatti in me. Io ho fatto mio il modus operandi della Juve e avendo condiviso per tutto l’anno le nostre impressioni, sono convinto che la Juve, essendo una società seria, debba programmare il futuro e sono convinto che sia così. Per me era importante finire nel miglior modo possibile e non scordiamoci che la Juve ha un portiere eccelso che è del mio stesso valore. Questa la Juve più forte di sempre? Non posso dirlo perché mancherei di rispetto alle squadre che hanno vinto qualcosa di più importante rispetto a noi ma sicuramente questa è la Juve più testarda, caparbia. Ritorno in Italia? Ci sono state cose romanzate ma non c’è niente, come un ritorno al Parma. Il mio momento più duro l’infortunio alla schiena? Quando tutti pensavano che Buffon avesse finito la sua grande carriera, ho deciso dentro di me, ho trovato dentro di me, grazie anche a loro, di avere una carriera unica ma c’è da sudare, anche se avevo 32 anni e questo tipo di sfida ha fatto sì che a distanza di tanti anni sono qui con tanti trofei vinti, con tanta soddisfazione in più e all’epoca era impensabile anche per me ma mi nutro di sogni e ambizioni e per me l’essenza della vita è quella: trovare una sfida, per battersi, non importa se la vinci o la perdi. Paura per il futuro? E’ un’incoscienza, probabilmente sono un incosciente ma non ho paura, quella giusta, una cosa moderata. Si prospetta un cambio di vita e di abitudini e credo che un po’ sia normale. Ma vivo anche per andare via dalle zone di comfort per andare a misurarmi con avventure importanti e le sfide non mi hanno mai fatto paura, mi hanno sempre stimolato. Dove mi vedo fra qualche anno? Una presa di coscienza, un periodo di formazione è importante anche per capire i miei interessi, il tipo di indirizzo specifico da prendere. Nazionale? Se Buffon era un problema 3 mesi fa, non oso pensare cosa possa essere 6 mesi dopo, un anno dopo. Diventerebbe qualcosa di complicato da gestire, un qualcosa dal quale voglio tenermi lontano perché non penso di meritarlo. La Nazionale ha già dei grandi e giovani portieri che hanno bisogno di fare le loro esperienze».

Ancora Buffon: «Dove andrò? L’importanza che puoi avere in un certo progetto e anche gli stimoli. Non devo lasciarmi condizionare dall’impeto e dall’esaltazione del momento. Non sono uno che pensa che sia giusto andare a finire la carriera in chissà quale campionato di terza o quarta fascia, sono un animale da competizione. Mi inorgoglisce essere accostato a FIFA o FIGC, ma non voglio dare delusioni a chi ha fiducia in me. Il giorno in cui avrò la certezza di intraprendere un altro ruolo, lo farò con la certezza di poterlo svolgere nel migliore dei modi. Sento la responsabilità di non tradire gli altri. La mia squalifica per il dopo Madrid? Penso che sia anche giusta, è normale. Ho trasceso, non sono mai stato squalificato né espulso in ventitré anni di Champions, ma era una situazione particolare e il Buffon di quella sera non poteva non dire quelle cose. Mi è dispiaciuto aver offeso l’arbitro, se Oliver lo avessi visto dopo due giorni lo avrei abbracciato chiedendogli scusa ma confermando il mio pensiero, dicendogli di andarci più calmo. Ma non porto rancore. Futuro alla Juve? Per me rappresenta famiglia, ma è sotto gli occhi di tutti. Sono onorato di essere percepito come un bianconero a tutti gli effetti e Agnelli me lo ha fatto sentire. La Juve ha la precedenza su tutto».

Di nuovo il portiere della Juve: «Premier LeagueHo ricevuto qualche proposta interessante, ora fare il totosquadre o il totocampionati non ha senso. Se un giorno decidessi di continuare, lo farei per l’ambizione di lottare ancora per grandi traguardi, è l’unico modo in cui concepisco lo sport. Szczesny è un ragazzo intelligente, fin dal primo giorno era incuriosito da come si sta all’interno della Juventus, ma non ha avuto solo me come esempio. Juve-Verona voglio viverla normalmente, non voglio essere al centro dell’attenzione, figuratevi che da bimbo non festeggiavo il compleanno proprio per quello. Per me tutto quello che c’è stato e ci sarà fino a sabato sarà il ricordo più bello e che mi porterò via con grande gelosia. Non ho bisogno di altre manifestazioni. Szczesny vale me e ha ventisette anni, io non posso far vivere situazioni di disagio alla Juve e agli altri portieri. Sarebbe grave se pensassi che abbiamo chiuso un ciclo. A Chiellini non posso dare consigli, con lui abbiamo vissuto in simbiosi per tredici anni, sappiamo perfettamente come si sta nella Juventus. Il record dell’imbattibilità è anche merito suo e dei compagni, io ho avuto un ventesimo di quel primato. Italia-Olanda? Non sarò in campo con la Nazionale. Come ho detto poco fa, l’Italia è una parentesi che ha caratterizzato il mio percorso e la mia vita calcistica. Non ho bisogno di altri attestati di stima e affetto o celebrazioni da parte della Federazione o dei compagni di Nazionale. Non ho sentito Iker Casillas, ma probabilmente per difetto mio mi sembra una situazione diversa rispetto alla sua al Real Madrid. Qui ho gente vicina a me e che sa che ciò che accadrà dopo sabato è la migliore per tutte. Non so come Casillas si sia lasciato col Real, ma qui mi sto lasciando bene».

In chiusura una frase di Agnelli: «Buffon ha fatto tanto per la Juventus, circa il trenta per cento dei trofei della famiglia Agnelli in bianconero ha il nome di Buffon stampato sopra. Ha scritto la storia e si merita un grande applauso da parte di tutti».

Buffon, ritiro o dietrofront?

A 40 anni compiuti e decine di trofei in bacheca, Gianluigi Buffon è pronto a dare l’addio al calcio. Forse. Sì, non è ancora chiaro al 100 per cento se il portiere e capitano della Juventus appenderà i guantoni al chiodo al termine di questa stagione, che lo ha visto protagonista nella doppietta Serie A – Coppa Italia, o se opterà per il dietrofront, con l’obiettivo di continuare a giocare per un’altra stagione, magari da comprimario in bianconero o addirittura altrove. Pochi minuti fa la Juventus ha pubblicato un importante aggiornamento tramite i suoi canali social: domani, giovedì 17 maggio 2018, è in programma a Vinovo alle 11.30 una conferenza stampa di Gianluigi Buffon. Quasi certamente il portierone, campione del mondo 2006, farà il punto della situazione sul suo futuro e l’ipotesi più probabile è che ufficializzerà il suo ritiro dal calcio giocato. E chissà, magari darà l’annuncio della sua nuova avventura: nelle ultime settimane il suo profilo è stato accostato a un ruolo dirigenziale in FIGC.

Buffon si ritira o no?

Diversi gli scenari sul piatto a questo punto: Buffon potrebbe annunciare ufficialmente l’addio al calcio o, con un colpo di coda, annunciare di voler continuare ancora per un altro anno alla Juventus o – ipotesi meno probabile – altrove. Difficile comunque, quasi impossibile, che per l’estremo difensore bianconera ci sia un’altra squadra in Italia, più consistente semmai l’idea di un’esperienza all’estero che al portiere è sempre mancata. In caso di ritiro Buffon potrebbe inoltre annunciare il suo futuro lontano dal calcio giocato, ma non dal calcio in generale: il portiere juventino potrebbe rimanere in società con un ruolo di rappresentanza o dirigenziale piuttosto che, come ventilato ultimamente, prendere le redini di un ruolo importante in Federazione o, perché no, nel nuovo staff di Roberto Mancini in Nazionale. Occhio infine alla possibilità che Buffon venga squalifica dalla UEFA per le dichiarazioni post-Real Madrid-Juventus: se venisse squalificato a giornate, dovrebbe saltare – eventualmente – le prime giornate della prossima Champions League (che potrebbe giocare mai, considerate le possibilità di ritiro), qualora però dovesse essere squalificato a tempo (settimane o mesi), andrebbe in fumo anche la possibilità di un addio con la maglia della Nazionale giocata sotto l’egida della UEFA o per estensione della FIFA. Cioè una partita ufficiale.

Buffon lascia la Juve?

Grande attesa per la conferenza stampa di Gigi Buffon prevista per le ore 11:30. Il portiere bianconero svelerà il suo futuro ancora pieno di incognite. L’estremo difensore potrebbe regalare anche delle sorprese ma al momento non trapelano indiscrezioni sul contenuto delle sue dichiarazioni e bisognerà ancora attendere per conoscere il suo futuro. Il portiere della Juventus è corteggiato dai grandi club stranieri. PSG, Real Madrid e Liverpool sono alla ricerca di un nuovo portiere e starebbero tentando il numero 1 bianconero: Gigi potrebbe clamorosamente lasciare la Juve e continuare a giocare all’estero. Le riserve verranno sciolte nelle prossime ore. Stamattina sapremo se il suo ritiro sarà solo parziale (quindi addio alla Juventus), se lascerà di conseguenza anche la Nazionale (dovrebbe salutare il popolo azzurro il 4 giugno in occasione di Italia-Olanda, amichevole organizzata a Torino proprio per lui) e cosa farà da grande. Gigi è corteggiato da alcuni club, potrebbe rivestire una carica importante nella FIFA di Infantino oppure potrebbe lavorare in Nazionale o in Federazione. Tutto ancora da decifrare. Tra poco scopriremo tutto sul futuro di Gigi Buffon.


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