Katia Serra (AIC): «Lavoriamo ad un protocollo per il calcio femminile» – ESCLUSIVA

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L’ex calciatrice e membro Aic Katia Serra parla della situazione del calcio femminile attuale. Le sue parole in esclusiva

Katia Serra, ex calciatrice e attualmente membro Aic, parla della situazione del calcio femminile e delle problematiche sorte in relazione alla possibile ripresa. Le sue parole in esclusiva a Calcionews24.com.

La decisione della Figc ha lasciato aperto uno spiraglio per la ripresa della Serie A femminile. Secondo lei si ripartirà?

«Sono favorevole alla ripartenza del campionato. Per riuscirci, si sta lavorando per risolvere le difficoltà esistenti».

Sara Gama ha chiesto un protocollo ad hoc per la Serie A femminile. La vede una soluzione possibile?

«Sì, e me lo auspico perché e ciò che abbiamo richiesto da tempo e, da ieri, la condivisone per scriverlo. Da stamattina, il Dottor Della Frera, nostro consulente medico, è in contatto con la Dottoressa Giannini, consulente per la Divisione Calcio Femminile».

I club più piccoli potrebbero avere difficoltà nell’organizzazione degli allenamenti in totale sicurezza. Qual è la posizione dell’Aic?

«La posizione è nota. Come dai comunicati del nostro Direttivo AIC e dai verbali delle riunioni, chiediamo che siano dati contributi ai club, soprattutto ai più in difficoltà, per permettere alle giocatrici di ritornare ad allenarsi. Le ragazze sono un patrimonio di tutto il calcio italiano e, restare altri mesi ferme, influirà negativamente sul proseguimento della loro carriera».

Alia Guagni è stata chiara: servono aiuti per i club da parte del Governo e della Figc. Secondo lei arriveranno?

«Sì, e abbiamo chiesto che siano sia a tutela della sicurezza, che dei rimborsi di calciatrici e staff».

La decisione di provare a concludere il campionato è un ulteriore passo in avanti verso il professionismo? 

«Sì e da mesi dichiaro che dalle difficoltà possono nascere delle opportunità. Con visione, competenze e strategia c’è la possibilità. Serve una volontà comune e determinata».

Il Ministro Spadafora ha aperto al professionismo. L’interesse delle più alte personalità del mondo dello sport porterà al raggiungimento di questo traguardo?

«Esporsi pubblicamente significa “prendersi un impegno”. Il Ministro conosce le esigenze delle calciatrice e del movimento, siamo a disposizione, se lo riterrà, per supportarlo nella realizzazione dell’obiettivo».