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Lazio Feyenoord tra Sarri ed Eriksson

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Un gustoso precedente del passato tra Lazio e Feyenoord: Maurizio Sarri vorrebbe di certo ripercorrere la strada di Sven Goran Eriksson

Lazio Feyenoord aprirà l’Europa League biancoceleste. Un impegno certamente alla portata della formazione di Maurizio Sarri, a patto di non trascurare gli olandesi. Che non sono più quelli della finale di Conference League, avendo cambiato non pochi uomini. Ma in Eredivisie stanno facendo bene, sono al secondo posto a 2 lunghezze dall’Ajax capolista e il ruolino di marcia in trasferta recita solo vittorie: 5-2 con il Vitesse, 1-0 sul Waalwijk, 4-3 con i Go Ahead Eagles. E in 2 casi su 3, hanno saputo rimontare una situazionre di svantaggio.

Se non bastasse l’attualità, c’è anche il passato a generare un minimo di preoccupazione. Lazio-Feyenoord si giocò il 29 febbraio 2000 e il giorno bisestile fui alquanto funesto per la squadra all’epoca allenata da Sven Goran Eriksson. Fu sconfitta all’Olimpico per 2-1, anche se poi il passaggio del girone di Champions League avvenne per la Lazio e non per il Feyenoord grazie a un ritorno che capovolse la situazione.

Nella gara di Roma il verdetto fu clamoroso anche perché la Lazio aveva chiuso il primo tempo sull’1-0 grazie al gol di Veron e il vantaggio si mantenne fino a 12 minuti dal termine. La riscossa avversaria arrivò con Jon Dahl Tomasson, bomber danese che la porta la vedeva e firmò una doppietta: un modo per mettersi in mostra, del resto nei suoi 4 anni al Feyenoord di gol ne ha messi a segno tanti e si è guadagnato la maglia del Milan, al quale ha dato una mano non indifferente per conquistare la Champions League del 2003. Oggi Tomasson siede sulla panchina del Blackburn in Championship e non sta vivendo un grande periodo, con 4 sconfitte nelle ultime 5 gare. 

A fine gara non fu tenera l’analisi di Sebastian Veron, che parlò di «presunzione punita», anche perché era piuttosto arrabbiato per la sostituzione. Sul risultato pesò anche il non avere ottenuto il raddoppio nel miglior momento di gara, con il palo colpito da Mancini.

Sul Messaggero del giorno dopo il club di Rotterdam venne descritto così: «Il Feyenoord ha mostrato un invidiabile assetto di squadra, le idee chiare che ai biancocelesti sono venute meno strada facendo. Chi se lo aspettava, del resto, remissivo deve essere rimasto particolarmente colpito dal suo veemente avvio, fatto di veloci incursioni». A guidarla c’era Leo Beenhakker, che dopo quell’anno passò all’Ajax e avrebbe poi educato la «testa dura» di Ibrahimovic (secondo sua definizione). Quanto a Sven Goran Eriksson e la Lazio di lì a pochi mesi avrebbero perso la strada europea ma vinto lo scudetto. Uno scambio che Maurizio Sarri, probabilmente, farebbe volentieri…

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