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Marelli: «Ripresa senza VAR? Nicchi parla senza ragionare» – ESCLUSIVA

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arbitro giudice sportivo

L’ex arbitro Luca Marelli ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calcionews24: ecco le sue considerazioni sulla ripresa della Serie A

Luca Marelli, ex arbitro e attuale opinionista per Radio 24, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni della possibile ripresa del campionato. Queste le sue parole.

Giovanni Rezza ha parlato di una impossibilità di riprendere il campionato, salvo poi correggere il tiro, parlando di una ripresa con le dovute precauzioni: vedi impossibile la ripresa?

«Partiamo dal presupposto che il calcio produce l’1% del PIL italiano, esattamente come Fincantieri. Ora Fincantieri sta riprendendo, o a breve riprenderà; quindi mettiamo caso che un dipendente si ammali, cosa succede? Si blocca di nuovo Fincantieri? Non credo. Purtroppo dobbiamo imparare a convivere con questo virus. Anche io quando riaprirò l’ufficio so che potrò rischiare. Allo stesso modo il calcio. Parlando con un mio amico, ex arbitro, abbiamo chiacchierato di questa prospettiva di giocare il campionato in 5-6 settimane in zone che sono state meno colpite dal virus. Ad esempio la Serie A potrebbe giocare tra la Calabria e la Sicilia. Ovviamente questo comporterà dei cambiamenti, anche per quanto riguarda i giornalisti e noi spettatori. La Serie B, ad esempio, potrebbe giocarsi in Puglia con le stesse modalità». 

Gravina oggi ha ribadito la possibilità di andare ad oltranza per finire la stagione, parlando poi anche di un prossimo campionato con delle novità: 5 mesi, due o più gironi con playoff e playout.

«Mi sembra una buona proposta, poi in questo momento straordinario tutto può essere discusso. In questo modo si potrebbe quindi spezzare in due tronconi il campionato. Gravina sta facendo anche un’operazione per capire cosa ne pensino gli operatori mediatici, ma anche i tifosi. Certo è che i campionati devono essere portati a termine: cosa facciamo con il Benevento in Serie B, o con il Monza in Serie C? Sono situazioni straordinarie, certo, applicate però alla situazione straordinaria che stiamo vivendo». 

Hanno fatto discutere e non poco le parole di Marcello Nicchi sulla ripresa senza VAR, un problema che non sembra tale dato lo spazio in cui verrebbero a trovarsi gli arbitri. Cosa ne pensi?

«Nicchi si lascia andare ad affermazioni che sono più istintive che ragionate, e questo è sempre stato il suo difetto. L’ho detto più volte. In questo modo sembra che gli arbitri non vogliano riprendere perchè hanno paura. Una cosa totalmente falsa poichè gli arbitri dimostrano sempre il loro coraggio. Nicchi deve capire che dovrebbe difendere gli arbitri con le sue parole, non parlare a suo nome. Gli arbitri sono tra i più coraggiosi: parliamo di gente che a 20 anni si ritrova ad arbitrare in stadi con 10.000 persone, in categorie inferiori alla Serie A. In questi contesti spesso mancano le protezioni per l’arbitro, e non parliamo di mascherine bensì di forze dell’ordine. Io penso che sia arrivato il tempo di cambiare il vertice dell’AIA, ingessata per 11 anni nella figura di Nicchi». 

Cosa cambia per il VAR con il nuovo regolamento IFAB? Il challenge è davvero una possibilità, magari con l’introduzione del tempo effettivo?

«Il nuovo regolamento penso verrà applicato dalla prossima stagione perchè non avrebbe senso disputare un campionato con due regolamenti diversi. Sostanzialmente per il campionato italiano non cambia nulla. Quello che viene scritto nel protocollo è più un monito per la Premier League che sostanzialmente non utilizza l’on field review, ma il VAR prende le decisioni per l’arbitro. È una chiara presa di posizione dell’IFAB per la Premier: volete utilizzare il VAR? Allora dovete farlo con le nostre regole. Per quanto riguarda il challenge, io credo che sia una naturale evoluzione. Il VAR, come anche le leggi, è nato imperfetto, però c’è la possibilità di migliorarlo. Io da grande appassionato di football americano sono a favore dell’inserimento del challenge, ma non credo possa avvenire l’istituzione del tempo effettivo. Per quanto riguarda il challenge però non ci sono ancora tavoli di lavoro in merito. Ci potrebbe essere una sua introduzione, magari fra qualche anno, per i Mondiali del 2022 forse. Diciamo che si sta migliorando il VAR e tra un paio d’anni potremmo vedere uno strumento ancora più efficace».

Taglio stipendi: a parte le polemiche, talvolta troppo sopra le righe, come cambiano le prospettive di un arbitro? 

«Ci sono diversi aspetti da analizzare. Ad un arbitro viene corrisposta una diaria per ogni gara. È vero che ad ogni arbitro viene corrisposto un fisso, per gli allenamenti ad esempio, ma con la mancanza delle partite il calcolo di quanto perda un direttore di gara è semplice: circa 25mila euro. Sembrerà un’inezia di fronte alle perdite milionarie dei calciatori, ma non dimentichiamoci che è uno stipendio medio di un italiano. In Serie C la situazione è diversa: non esiste nessuna previdenza contrattuale e gli arbitri percepiscono circa 200€ lordi per una partita. Una ripresa è dunque auspicata anche in questo senso. Attenzione, non sto dicendo che il virus non sia un problema, assolutamente. Però quando potremo uscire di nuovo tutti, non vedo perchè non si possa tornare anche a giocare».

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