Milan, quanto è a rischio la permanenza di Bonucci?

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Dalla Uefa non filtrano notizie positive: il Milan rischia concretamente l’esclusione dalla prossima Europa League. Effetto fuga per Bonucci e compagni?

Il mancato piazzamento in Champions League non si sposa con l’ingente campagna acquisti condotta appena un’estate fa: il bilancio del Milan è finito nell’occhio della Uefa, che prima non ha concesso il settlement agreement proposto dal club rossonero, ossia il patteggiamento richiesto per rientrare in un tempo ragionevole nei parametri del financial fair play, poi sta addirittura vagliando l’ipotesi dell’esclusione dalla prossima edizione dell’Europa League. Che i rossoneri si sono conquistati sul campo, limitando i danni con il sesto posto ottenuto in campionato. Un segnale, un monito non soltanto verso il Milan – club di enorme risonanza globale – ma almeno nelle intenzioni verso chiunque sfori determinati limiti di pareggio di bilancio. I dubbi restano: non sugli obiettivi e sull’affidabilità dello strumento, quanto invece sulla sua piena applicabilità all’intero alveo delle squadre. Senza che alcune di queste possano ricorrere ad escamotage. Ora è il Milan la società nell’occhio del ciclone: l’eventuale sentenza di esclusione dall’Europa League andrebbe a generare un effetto fuga per Bonucci e compagni?

Bonucci, le ragioni dell’approdo al Milan

Prima di aggredire il nocciolo della situazione, facciamo un passo indietro: estate 2017, fulmine a ciel sereno – mica tanto a dire il vero – in casa Juventus, con Leonardo Bonucci che sceglie di lasciare Torino per accasarsi al Milan. Alla base alcune incomprensioni caratteriali con la guida tecnica, emerse per i fatti che un po’ tutti conoscete: prima Juventus-Palermo, poi la tribuna di Oporto, infine le presunte discussioni interne al gruppo in occasione della finale di Champions League persa con il Real Madrid. Ovviamente le parti hanno smentito tutto come logico che sia, ma il dubbio che qualcosa nel rapporto tra Bonucci ed il mondo Juventus si fosse incrinato resta. Altrimenti perché cambiare? Lo switch è avvenuto in direzione Milan: una sfida, bella grossa, quella di spostare gli equilibri della Serie A e riportare in alto il club rossonero. A scapito proprio di quella che è stata la realtà in cui si è affermato. Non si può fare tutto in un anno, e quello di Bonucci è stato tormentato: all’inizio, proprio per vie del peso del calciatore rispetto all’organico rossonero, si è addossato ogni responsabilità. Non solo quella del difensore leader, quanto depositario dell’ambizione generale: ha pensato a tutto lui, ed è finito con il comprenderci poco. L’approdo di Rino Gattuso al timone del Milan lo ha deresponsabilizzato di alcune mansioni che non gli spettavano, anzi gli è stato specificatamente richiesto di pensare a fare il calciatore. E null’altro. I risultati in parte si sono visti, con un rendimento decisamente incrementato. La stagione però, nel suo complesso, ha frustrato le enormi ambizioni iniziali: niente lotta scudetto, e ci può anche stare, ma è mancata anche quella per un piazzamento in Champions League. E questo ci può stare un po’ meno.

Bonucci-Milan, l’attualità

Il sentiero tracciato vorrebbe come logica conseguenza quella di riprovarci. O meglio di continuare sul percorso faticosamente avviato: se qualche base è stata posta in un girone di ritorno in cui il Milan è stato secondo soltanto a Juventus e Napoli, la ragione vorrebbe che il Diavolo ripartisse proprio dai suoi migliori uomini – e Bonucci ovviamente ne fa parte – per strutturare il suo futuro. E provarsi realmente a prendere quegli obiettivi di cui si era, forse frettolosamente, parlato già un anno fa. Una base di giocatori che non hanno reso quanto esprimibile dalle loro potenzialità e che invece potrebbero aggiungere quel quid richiesto proprio nell’imminente futuro. In una stagione in cui il Milan davvero non potrà più fallire. Messa così gli ingredienti per andare avanti insieme ci sarebbero tutti, magari implementati da qualche approdo di qualità ed esperienza per alzare ulteriormente l’asticella. Il fulmine su un cielo a tratti sereno arriva invece dalla Uefa: la mancata concessione del settlement agreement aveva fatto sorgere dubbi sull’affidabilità economica e finanziaria della nuova gestione, quella post-era Berlusconi, l’ipotesi di esclusione dalla prossima Europa League va addirittura a minare le poche certezze acquisite.

Bonucci-Milan, futuro

Tradotto: un calciatore del calibro di Leonardo Bonucci, dopo le premesse che avevano accompagnato il suo clamoroso passaggio dalla Juventus al Milan, accetterebbe di buon grado di far parte di un club escluso dalle competizioni internazionali per l’inaffidabilità del suo bilancio e della sua esposizione economico-finanziaria? Di una società che, per ammissione dell’amministratore delegato Marco Fassone, dovrebbe ridurre ulteriormente il budget riservato alla prossima sessione di calciomercato? O, peraltro a trentuno anni già compiuti, andrebbe a chiedere lumi al Milan e magari di essere ceduto? Siamo nel campo delle ipotesi e va debitamente sottolineato, così come accade allo stato dell’arte per le vicende di calciomercato. Ma raccontarci che il rischio non esiste sarebbe un po’ come prenderci in giro. Il Milan spera di limitare i danni da questa situazione e che venga scongiurata la possibilità più grave, quella di vedersi esclusa dalla prossima Europa League e dunque dal calcio internazionale. Per difendere il suo grande nome, certamente, ma anche per evitare un indesiderato quanto imprevisto flusso in uscita.