Milan, come sono andati i nuovi? Rodriguez leader, Kessié domina. Ma André Silva…

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Le prime impressioni dopo Craiova-Milan sui nuovi acquisti del nuovo ciclo rossonero: ok la difesa e il centrocampo, i dubbi sono in attacco

Metti un Craiova-Milan che più di una partita di vitale importanza per il destino in Europa dei rossoneri assomiglia tanto ad un’amichevole d’estate. Aggiungici le gambe imballate dalla preparazione, il rientro dalla tourneé in Cina soltanto qualche giorno fa. Il risultato è chiaro: impressioni che lasciano il tempo che trovano, destinate a non fare testo. Eppure una prima idea sui nuovi acquisti del Milan che verrà – anzi, che c’è già – ce la siamo fatta. Sono stati soldi ben spesi, quelli per comprare i giocatori visti in campo ieri, ma qualcosa ancora manca. Da André Silva a Ricardo Rodriguez: ecco come sono andati i nuovi.

RICARDO RODRIGUEZ: Non si può non partire da lui, è l’uomo che decide il match con il gol decisivo. Un terzino così al Milan non lo vedevano da tempo: spinge, si inserisce, crossa, segna, rischia. Soprattutto ha carattere: c’è un nuovo leader in cantiere.

MUSACCHIO: Quando le gambe iniziano a far male e l’ossigeno a venire meno, è lui l’ultimo baluardo della difesa rossonera contro un Craiova che va all’assalto della storia. Pulito in impostazione, rude quando serve. Dà l’idea della solidità, il Milan ha trovato un difensore vero.

CONTI: Entra giusto il tempo per mostrare una bella gamba e tentare un taglio vincente in area dal sapore Gasperiniano. Sembra destinato a vincere il duello con Abate sulla fascia.

KESSIÈ: Nei primi 15′ non ne azzecca una, poi si trasforma in Hulk. Per prendere il pallone disarciona gli avversari. I malcapitati che hanno il coraggio di sfidarlo gli rimbalzano addosso. Guai però a chiamarlo fabbro, tra i suoi piedi e il pallone c’è una confidenza disarmante. Top player in progress.

BORINI: Avrà pure battuto i record di agilità nei test di Milanello, ma ancora è imballato. La cosa più bella la fa quando serve Cutrone in profondità mettendolo in porta. Deve crescere.

ANDRÉ SILVA: Le stimmate del campione ci sono. Il purosangue scalpita, freme per dimostrare il suo valore, perciò si incarta. Cerca troppo la giocata, si intestardisce. Tenta di realizzare ciò che la sua testa gli dice, ma le gambe non possono supportare. Ha i numeri, ma probabilmente al primo anno di A non farà troppi gol. Bocca di fuoco in attacco cercasi.