Milan, senti Seedorf: «Quando sono tornato da allenatore situazione turbolenta»

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Clarence Seedorf ha parlato della sua esperienza da allenatore del Milan proiettandosi nel futuro della società

Non è andata come sperava l’esperienza da allenatore del Milan, per Clarence Seedorf. L’olandese, però, rimane indissolubilmente legato ai colori rossoneri, nonostante il ricordo di quella parentesi in panchina non sia dei migliori. Queste le parole dell’ex numero 10 ai microfoni di Milan Tv: «I cambiamenti prima o poi avvengono per tutti e i cicli finiscono per tutti. L’era Berlusconi è un’era piena di gioie e trofei che rimarranno nella storia del calcio per sempre. 30 anni sono tanti. Quando sono tornato da allenatore al Milan era già una fase molto turbolenta della società, quindi il cambiamento era quasi inevitabile. E’ avvenuto e mi sembra che la nuova proprietà e il nuovo manager abbiano idee ben chiare. Hanno impostato una squadra, ora serve lavorare con dedizione e forza per riproporre un Milan competitivo ai massimi livelli in Italia e in Europa. Ci vuole tempo per queste cose, anche se nel calcio moderno ce n’è sempre di meno. Il DNA del Milan non sparirà da un giorno all’altro e speriamo che torni dove i tifosi possono godere di emozioni, non solamente vincere. Ho imparato a conoscere il tifoso milanista. Il tifoso vuole poter sognare con queste vittorie. Speriamo possano tornare a farlo presto»

Alla richiesta di indicare una sola definizione per il Milan, Seedorf non ha avuto dubbi: «Vincente. Non si può sempre vincere, ma essere vincente sì. Anche quando si perde puoi esserlo, per come affronti le partite e quanto sei competitivo. Non devi abbatterti nelle difficoltà, anzi, trovare più coraggio ancora. Questo per me significa essere vincente quando dico Milan». Sul suo futuro, poi, ha spiegato: «Mi piace lavorare nel mondo del calcio, sicuramente. Fare l’allenatore è un’altra cosa che stiamo valutando».