E’ un Napoli straniero a questo calcio: fa le goleade e non si ferma

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Il Napoli di Sarri dilaga contro il Benevento come in passato contro altre squadre di caratura inferiore: è una filosofia denigrata dal nostro calcio, ma apprezzata all’estero

Il Napoli è una squadra che da molti anni è stabilmente ad alti livelli nel nostro campionato e nelle competizioni europee, ma a cui manca sempre l’ultimo passo per passare da formazione “big” a campione, quello scalino necessario insomma per arrivare fino in fondo e alzare i trofei. Ne sono dimostrazione gli scontri diretti talvolta persi proprio quando in palio c’erano punti pesanti, o le varie eliminazioni nei tornei come la Coppa Italia, e per ultimo l’esordio con sconfitta in settimana in Champions League, dove non sono ammessi minimi errori per poter primeggiare. In Serie A ormai i problemi per gli “azzurri” sono limitati alle solite 5-6 formazioni che competono per i massimi livelli, mentre spesso quando affronta i due terzi degli altri club del massimo campionato, anche grazie ai meccanismi di gioco perfettamente oliati e funzionanti messi a punto dal suo tecnico Maurizio Sarri, riesce a sbrigare le pratiche agevolmente e senza troppi patemi d’animo. Ma quello che più differenzia il Napoli dalle altre squadre italiane, “big” e non, è la sua filosofia di calcio sempre votata all’attacco e mai risparmiatrice, nemmeno quando i risultati sono ormai di netto vantaggio e permetterebbero di limitarsi a gestire. Come ha sperimentato sulla propria pelle la matricola Benevento oggi pomeriggio al San Paolo, dove è finita 6-0 con gol anche al 90′ di Mertens.

UN NAPOLI PIU’ EUROPEO DI QUANTO SEMBRI NELLE COPPE – Questa è una caratteristica che solitamente si riscontra tra i “top-team” esteri, quando per esempio nei week end tra una settimana di coppe e l’altra li vediamo dilagare nei confronti delle formazioni connazionali più modeste. In Italia tale tipicità è considerata segno di mancanza di sportività, motivo per cui si ritiene più adatto smettere di ricercare il gol per non umiliare eccessivamente l’avversario, quasi come fosse una forma di fair-play; invece, nel resto d’Europa e del Mondo, è raro vedere dei giocatori rinunciare alla via della rete ed iniziare a temporeggiare in attesa della fine, o addirittura lasciare l’iniziativa totalmente in mano ai rivali fino a consentirgli perfino di segnare e riaprire le partite, come è successo nei casi più clamorosi. Perché, fuori dai nostri confini nazionali, è considerato tutt’al contrario una mancanza di rispetto smettere di giocare al massimo delle proprie possibilità. Il Napoli di Sarri in questo è più europeo di altre squadre che si considerano tali solo in virtù di una maggiore tradizione e blasone, e più di quanto non si potrebbe dire a considerare dai suoi risultati nelle coppe. Una eccezione che conferma la regola di un Paese al solito fuori dagli schemi e contro-corrente a tutti gli altri. Anche nel vivere lo sport.