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Nesta: «Con Totti litigavamo anche. Pirlo? Infame, scherza con tutti»

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Alessandro Nesta racconta aneddoti e retroscena della sua carriera: ecco le parole dell’ex difensore di Milan e Lazio

Alessandro Nesta ha rilasciato una lunga intervista a Sportweek.

DONNARUMMA – «La differenza rispetto ai miei tempi sta nel Milan stesso: allora io ero già al top, non c’era niente meglio del Milan. Ora il Milan non è ancora a quei livelli. A quei livelli ci sono Manchester City e Psg, e se Donnarumma decide di andare in una delle due io non mi permetto di giudicare. Ha fatto male? Sono cose sue, vedrà lui. Piuttosto servono regole nuove per disciplinare i trasferimenti: salary cap e paletti alle commissioni dei procuratori perché tante società si comportano come uno che ha 10 euro nel portafogli epretende di comprare vestiti che costano mille».

ANCELOTTI IL PRIMO–  «Un secondo padre, un allenatore che ti fa vivere bene anche se pretende molto. Per lui avrei fatto di tutto. È uno che non abbandona i giocatori, anche se fanno male. È una spugna che assorbe i problemi lasciando tranquilla la squadra.  Berlusconi e Galliani erano gente abituata a vincere, che sicuramente premeva sul mister. Eppure lui arrivava al campo col sorriso».

MALDINI– «Mi ha insegnato a vivere il calcio in una certa maniera. A Roma ero abituato ad affrontare laprofessione in modo istintivo.
Paolo mi ha fatto capire come si arriva ad alto livello: col lavoro, la costanza e superando gli errori. Capitava anche a lui di sbagliare, ma ci passava subito sopra. Era una macchina da guerra».

SHEVCHENKO «Nelle grandi partite segnava sempre. Mentre ad altri tremavano le gambe, lui si esaltava».

INIZI IN PERIFERIA«Sono cresciuto in un posto simile. Ai ragazzi del Corviale ho spiegato che io sono partito da una zona come la loro, un rione non facile, ma dal quale sono uscito con grandi sogni, grandi ambizioni e grandi sacrifici. Senza cercare scuse».

ROMA – «Giocavo nel Cinecittà, affiliato alla Roma.Venni notato. Ma proprio quando sarei dovuto andare mio padre lesse che la Lazio organizzava provini per bambini della mia età e mi portò».

TOTTI«Eravamo in buonissimi rapporti, ma fuori dal campo. Dentro, abbiamo pure litigato. Una volta, col Milan, saltando gli tirai una ginocchiata nella schiena, un’altra volta ci tirammo la maglia, ma eravamo ragazzini, ignorantacci. Siamo amici, ci sentiamo, ma a Roma è inaccettabile che un laziale e un romanista prendano un caffè insieme. A Milano andavo a cena con Materazzi, Favalli. Allenerei la Roma? Se rispondo no, faccio brutta figura come professionista. Se rispondo sì, m’aspettano fuori…».

RONALDO – «Ronaldo il Fenomeno. Oh, li ho marcati praticamente tutti,quelli buoni, ma lui era una follia».

PIRLO – «Pirlo. Stavamo sempre insieme, pure in camera nei ritiri. La nostra era l’unica stanza doppia sia a Milanello sia in Nazionale. Serioso? Ma quando… Scherza, prende in giro, è ’nfame proprio. Fa ridere, è amico di tutti».