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Palermo, Tuttolomondo ribadisce: «Siamo vittime di una frode»

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Il rappresentante finanziario di Arkus Network, Salvatore Tuttolomondo è tornato a parlare del caos che regna sovrano al Palermo

Non si dà pace Salvatore Tuttolomondo, rappresentante finanziario di Arkus Network, per il caos che regna sovrano al Palermo dopo la mancata iscrizione in Serie B. Ecco le sue parole rilasciate a Tuttomercatoweb.

STIPENDI – «Io non ho detto che gli stipendi sono stati pagati. Martedì mattina sapevo come stavano le cose. Lucchesi il lunedì pomeriggio alle 17 ha detto una cosa corretta, poi sono successe cose esterne al nostro operato. I soldi c’erano e ci sono ancora».

SQUADRA – «La squadra come tutti i creditori sarà soddisfatta. Il primo obiettivo è assicurare l’iscrizione. La mancata iscrizione passa da una serie di passaggi. C’è ancora adeguato spazio temporale».

PAGAMENTI – «Siamo i proprietari del Palermo. Faremo fronte a tutti gli impegni. Per noi gli stipendi sono debiti come altri. Pagheremo tutti i creditori del Palermo con le dovute forme tecniche. Io non scappo da Palermo, ma sicuramente non vado per trovare una serie di facinorosi».

SERIE B – «Se sono sicuro che il Palermo giocherà in B? Per quanto ci compete assolutamente sì. Non lo dico solo io, ma anche i nostri legali. Laddove si verificasse che ci rifiutassero l’iscrizione impugneremmo il provvedimento».

REVOCA STIPENDI – «Quando abbiamo revocato gli stipendi? I primi sentori intorno le 17.30-18. Tutto procedeva per il meglio, il nostro amministratore delegato era andato a Firenze. Stavamo cazzeggiando nella pausa pranzo perché avevamo messo a posto. Ci dicevano che la fideiussione stesse per arrivare. Dopo innumerevoli telefonate si avvicinava l’orario e quindi abbiamo fatto opera di autotutela dell’investitore. I calciatori rispetto alla Federazione sono privilegiati, ma rispetto alla giustizia ordinaria sono creditori come altri e quindi abbiamo preso una scelta coraggiosa»