Prandelli: “Juve e Fiorentina due grandi squadre”

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PRANDELLI JUVENTUS FIORENTINA MILAN INTER VERRATTI – Cesare Prandelli ha rilasciato un’intervista interessante per i colleghi della Gazzetta dello Sport. Il commissario tecnico azzurro ha esordito parlando della sfida tra Juventus e Fiorentina, per poi spostare il mirino su altre realtà del calcio italiano: “Sono due squadre con la stessa filosofia. Vogliono sempre il predominio territoriale e il possesso palla. Sarà interessante vedere chi cede alla forza dell’altro. Ed è anche una partita molto sentita: speriamo non troppo. La Juve potrebbe perdere? Certo, per la legge dei grandi numeri prima o poi succede. Ma la Juve ha costruito il suo successo sulla cultura del lavoro. Interpretando sempre la gara in maniera positiva, per vincere. Come con il Chelsea. Impressionante. Non ha mai sbandato né cambiato atteggiamento. Sa sempre cosa fare, prepara la partita nei minimi dettagli. Questa è la sua forza, naturalmente con gli interpreti a disposizione: tutti bravi. Come si batte la Juve? Con un po’ di fortuna. Qualche situazione particolare. E, se sei inferiore, andando un po’ “fuori giri”. Com’è Montella? Sorprendente. Perché è un ex campione che ha avuto l’umiltà e la pazienza di rimettersi in discussione. Non è facile né scontato: finisci la carriera con tante certezze e devi confrontarti con nuove realtà. Lui ha studiato: porta intuizioni e metodologie nuove. Mi piace. Vuole giocare a calcio, divertire. Ricordo un paio d’anni fa una mia lezione a Coverciano: era uno dei più curiosi. Il 3-5-2 delle due squadre? Nasce da un’evoluzione logica, legata anche ai giocatori che tu hai. La Juve aveva provato un paio di moduli l’anno scorso, poi Conte ha capito subito che il 3-5-2 dava equilibrio grazie anche ai tre di centrocampo che sanno stringere, allargare e si integrano alla perfezione. Devi sempre capire i giocatori: se sei rigido, non vai da nessuna parte. Milan e Inter a rotoli? Si esagera. Sono progetti nuovi, il Milan ma anche l’Inter, che hanno bisogno di tempo. Tutto e subito è impossibile. Trovo scandaloso che uno come Verratti, che abbiamo visto in Italia, che conoscevamo bene, sia finito all’estero. Che l’abbiamo lasciato andare. Io l’avevo convocato quand’era nel Pescara. Ripeto: scandaloso. Purtroppo il nostro calcio, rispetto a quello top d’Europa, viaggia a ritmi molto bassi. In Inghilterra, Spagna e Germania si corre. Noi pensiamo troppo a gestire. E non pensiamo che la Juve s’è allenata così bene che corre sempre per 90’ e vince. C’è da cambiare metodologia di lavoro.