Carlo Tavecchio insegue la riconferma alla guida della Figc. Il 73enne lombardo dovrà sfidare Andrea Abodi
Carlo Tavecchio vuole proseguire il suo lavoro in federazione. Il dirigente lombardo risponde a La Gazzetta dello Sport al programma di rinnovamento proposto da Andrea Abodi. La ricandidatura nasce dal grande consenso ricevuto in questi anni da Tavecchio, che dopo qualche passo falso iniziale è riuscito a convincere anche i più scettici. «Non mi sarei ricandidato se dopo un inizio particolare non avessi sentito un consenso crescente da parte del sistema calcio. Ho superato un momento difficile, e di questo sono orgoglioso, come dei riconoscimenti di personaggi prima estremamente critici. Le dichiarazioni favorevoli di Agnelli, del tutto spontanee, e un colloquio riservato con Cairo, in cui mi ha detto di aver cambiato opinione sul mio operato, sono stati decisivi».
COMPLETARE PERCORSO RIFORME – Il focus del programma di Tavecchio è quindi la continuità con quanto fatto in questi anni alla guida della federazione. «Abbiamo avviato un percorso di riforme che va completato. Il tetto alle rose e la valorizzazione dei vivai che hanno contribuito a generare il fenomeno Atalanta, le licenze nazionali, il grande sostegno al calcio femminile, l’adeguamento delle infrastrutture, le norme restrittive sui bilanci. E molte di queste cose sono passate all’unanimità in Consiglio federale. Per questo, sorrido quando leggo certi commenti sulla mia gestione». Si passa poi al rinnovamento infrastrutturale. «Entro i prossimi tre anni bisogna avere lo stadio in regola, senza più deroghe. Altrimenti, non si potrà giocare».
RIALLINEATI ALL’EUROPA – Nel 2019 l’Italia ospiterà l’Europeo Under 21, nel 2020 invece quattro partite dell’Europeo si giocheranno all’Olimpico di Roma. L’Italia sembra aver riconquistato credito a livello continentale. «L’Europa è il nostro riferimento. Qualcuno ha detto che la Figc ha sempre avuto un ruolo centrale, ma non è vero. Se avessi ascoltato le indicazioni del sistema avrei dovuto votare Blatter e non avrei dovuto votare Ceferin. E invece siamo stati bravi a capire che stavano cambiando gli equilibri interni. Siamo stati premiati con la possibilità di ospitare alcune partite di Euro 2020 e con l’organizzazione dell’Europeo Under 21 del 2019».
RIFORMA CAMPIONATI – Infine la riforma dei campionati. La Serie A a 18 squadre sembra un’utopia, ma qualcosa potrebbe cambiare. «Continuo a pensare che 102 società professionistiche siano tante. Le società di A non decideranno mai di scendere a 18 squadre. Questo intendevo quando ho parlato di utopia. C’è un sistema autoprotettivo. Nel mio programma c’è una proposta concreta: A e B a 20 squadre, con due retrocessioni e due promozioni, Lega Pro con due gironi da 20. La B diventerebbe un soggetto assistito da circa 90 milioni di mutualità, 5 a società: mi sembra sostenibile».