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La promessa di De Laurentiis: «Riporterò il Bari in Serie A»

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Conferenza stampa di presentazione per Aurelio De Laurentiis come nuovo presidente del Bari: «Mio figlio si occuperà della squadra per evitare commistioni col Napoli»

Il Bari riparte da Aurelio De Laurentiis. Questa mattina l’attuale presidente del Napoli ha illustrato in una conferenza stampa il nuovo percorso della società biancorossa, e intenzionato a ridare lustro alla squadra, svincolandola dal progetto-Napoli e da eventuali destinazioni al ruolo di società-satellite degli azzurri. Le sue parole: «Il piano tecnico? Ci stiamo lavorando. Questa mattina ho cominciato a chiamare un po’ tutti, ho contattato persino Arrigo Sacchi. Voglio mettere tanta esperienza al servizio di questa squadra, ho già trovato un nome per il vivaio, che è quello di Filippo Galli»Poi prosegue: «Ringrazio la città di Bari. Io da piccolo giocavo a basket, quando poi nel 1996 Walter Veltroni decise di trasformare i club, che non si capiva cosa fosse, spesso uno specchio per chi cercava altre cose, in società per azioni con finalità lucrative, concetto ribadito dalla UEFA con il Fair Play Finanziario». 

De Laurentiis si spinge in un parallelismo tra Napoli e Bari: «Io dall’età di 19 anni ho iniziato il mio percorso  nel cinema ed a 25 anni ho iniziato il mio percorso come produttore. Poi ho pensato che cinema e calcio potevano convivere, e mi sono avvicinato al Napoli in una situazione identica a questa con una società fallita. Ho fatto due anni di Serie C, uno di B, e poi è stata una cavalcata fortissima, con diversi anni continuativamente in Europa. Gli olandesi ci hanno definito la società che è cresciuta di più al mondo. Il Bari ha una storia molto lunga, ed in questi 110 anni ci sono stati periodi belli e meno belli. Dobbiamo fare una lunga cavalcata per tornare in Serie A, dobbiamo fare dei cambiamenti per far sì che si possano avere due squadre in massima serie. Il percorso sarà duro e difficile perchè abbiamo dei competitor, ma siamo abituati a non avere tutti dalla nostra parte, ma io sono un guerriero. Ero in ritiro a Dimaro, quando mi si presentò questa possibilità. Ho detto subito che io non potevo fare una commistione fra Napoli e Bari. Entrambe le squadre hanno la loro storia che va rispettata, io ho provato a garantire le competenze e la solidità economica. Vogliamo creare un sodalizio fra città e tifosi». 

Proprio su questo argomento, De Laurentiis ha infine tenuto a specificare chi si occuperà della squadra pugliese: «Dovete stare tranquilli, il Bari non sara’ mai un’appendice del Napoli. Per fugare questo timore ho convinto mio figlio Luigi, che non si e’ mai interessato di calcio, a interessarsi del Bari per togliere il dubbio che una decisione in favore del Napoli e una per il Bari potesse propendere per il Napoli»