Connettiti con noi

Hanno Detto

Ranieri: «Serie A interessante. Ritorno in panchina? Solo in un caso»

Pubblicato

su

Ranieri

Claudio Ranieri parla della Serie A che si accinge ad iniziare: ecco le dichiarazioni del tecnico romano in vista del campionato

Claudio Ranieri ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero. Le sue parole.

SERIE A «Si prepara una stagione molto interessante. Allegri, Spalletti, Sarri e Mourinho, con il loro pedigree, daranno per forza qualcosa in più alle loro squadre. Sicuramente il campionato perde qualcosa perché sono partiti alcuni dei migliori giocatori, ma certi allenatori sanno sopperire alle mancanze. Prevedo incertezza, con le sette sorelle che dovranno entrare nell’imbuto delle prime 4, e sarà spettacolo. Ancelotti? Tornerà pure lui».

LAZIO E ROMA – «Che tutte e due lotteranno per entrare in Champions e penso sarà una bella stagione. Un allenatore non deve solo saper comandare ma anche aiutare e gestire i propri giocatori, entrare nella loro testa e convincerli a venirti dietro. Poi deve avere sintonia ed empatia con l’ambiente. Mourinho e Sarri tutto questo lavoro lo sanno fare benissimo. E il loro duello a Roma sarà un altro motivo di spettacolo della stagione».

DIFFICILE LAVORARE A ROMA«Mah, sarà che è casa mia… ma non mi è mai sembrato di lavorare in un posto così assurdo. Ogni ambiente ha i suoi umori e le sue difficoltà. Devi saperti connettere. In ogni squadra affronti mille problematiche al giorno e devi essere bravo a cavartela, rimanendo collegato con lo spirito del posto, i tifosi, la società, i giocatori, tutti».

SHOMURODOV «Mi piace molto. Segna, lavora per i compagni, attacca lo spazio e ha un controllo di palla in velocità notevole. Molto bravo. Anche Abraham ha grossissime qualità, mi auguro si ambienti subito».

PIRLO«Secondo me Pirlo non ha affatto fallito la stagione. Poi se uno prende Pirlo e pensa di vincere subito il campionato, non saprei cosa dire».

INZAGHI – «Simone deve fare un buon campionato come già gli è capitato alla Lazio, dovrà tenere l’Inter nelle prime quattro e condurla a un percorso in Champions, penso gli si chieda questo. Poi è chiaro che a Milano si alza l’asticella ma insomma quando uno fa l’allenatore vuole misurarsi, competere, elevare il livello no? Sennò che rimani sempre dentro casa?».

TORNARE IN PANCHINA «Inutile fare previsioni, dove ci sarà un progetto che mi stimola io andrò. E’ stato sempre così. Mi sento allenatore internazionale, quindi sono aperto a club stranieri, anche se non fuori dall’Europa. Mia moglie? Mi dice “ma quando smetti?”. Ma tanto lei verrebbe con me, come sempre. Ne ha fatti di traslochi».