Roma, per il Napoli pronto il centrocampo fatto in casa

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Di Francesco pronto a schierare tre prodotti del vivaio giallorosso contro il Napoli: De Rossi, Pellegrini e Florenzi, diversi e ugualmente importanti

Non sono residenti in Campania, per questi tre le limitazioni d’accesso all’Olimpico non valgono. Ci saranno sabato sera, from Vitinia, Ostia e Cinecittà. Perché sarà pur vero che s’è sempre fatta una gran retorica intorno alla Roma dei romani, l’orgoglio della città, il senso di appartenenza e queste storie qui. Storie che non portano mica punti, a volte tornano buone per le consolazioni. Però allo stesso tempo oggi fa quasi tenerezza scoprire che nell’anno 1 del calcio d.T. – dopo Totti – la Roma arrivi a giocare la partita contro la capolista del momento in Serie A con tre romani. Florenzi, De Rossi e Pellegrini, senza un ordine definito, perché oggi neppure Di Francesco sarebbe in grado di rispondere quale dei tre sia più importante dentro questa Roma. Qui non si tratta mica di inseguire i miti in stile Athletic Bilbao. Qui il punto di partenza è la centralità e il peso specifico dei tre nella Roma: enorme. E allora sì che diventa un vantaggio, avere questi tre: in un calcio che per motivi regolamentari obbliga ogni club ad avere almeno quattro giocatori provenienti dal proprio vivaio, se una società arriva ad occupare la maggior parte delle caselle come è riuscita fare la Roma, tanto meglio.

IL RITORNO – Strada in discesa, allora, a due anni di distanza dall’ultima volta: era il 12 settembre 2015, a Frosinone Rudi Garcia schierò dall’inizio una Roma con Totti, De Rossi e Florenzi. Ci risiamo, dato simbolico perché arriva contro il Napoli, che in questo primo scorcio di campionato s’è rivelata la squadra della Serie A con la più alta percentuale di giocatori stranieri in campo, l’82,1%. Non che Di Francesco faccia preferenze in base al passaporto, intendiamoci. Vige la legge del più forte. Prendi Florenzi da Vitinia: aspettando il rientro dall’infortunio sembrava quasi non avesse posto in questa Roma, sarà pure perché lo stesso Di Francesco aveva ammesso qualche dubbio intorno al suo ruolo. Ecco, ora Florenzi è dentro e non esce più: una volta alto, una volta basso, non come la Pasqua ma la sorpresa c’è comunque. Di Pellegrini da Cinecittà altro non si può dire se non che il suo ingresso in campo — complice l’infortunio di Strootman —è stato l’anello decisivo della catena che ha portato alla vittoria di San Siro dieci giorni fa. L’edema alsoleo è quasi dimenticato: oggi rientrerà al top, in tempo per prenotare il suo primo big match da titolare. Ormai è diventato grande, nella scia di De Rossi da Ostia, l’uomo che il suo mare pare abbracciarlo ogni volta che segna un compagno, quel mare da frenare con il lavoro davanti alla difesa che è diventato prezioso pure per Di Francesco.

IL TRAPIANTO – Con queste premesse, nessuna sorpresa che il c.t. Gian Piero Ventura stia pensando anche al trapianto in blocco di questa colonia romanista in Nazionale, in vista degli spareggi di novembre che potrebbero (dovrebbero) portarci al Mondiale. Intendiamoci, come riporta “La Gazzetta dello Sport”, è difficile immaginare che possano essere di sicuro titolari anche in azzurro ma – se tutto andrà per il verso giusto – prepariamoci ad ipotizzare in Russia una Italia a trazione Capitale. D’altronde, dopo il tramonto del sole tottiano, tocca agli astri più giovani spargere luce per far brillare la Roma e l’azzurro