Atalanta, ora non c’è tempo per piangere

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© foto Valentina Martini

Dopo la sconfitta di ieri con la Sampdoria, l’Atalanta volta pagina e pensa all’Europa League: il punto della situazione

Non c’è tempo per piangere sul latte versato, nemmeno sui gol sbagliati. L’Atalanta torna da Genova con zero punti e tanto rammarico: dopo aver dominato in lungo ed in largo per tutta la prima frazione di gioco, i nerazzurri si sono fatti rimontare nella ripresa. Tante le occasioni sprecate – di Cristante e Freuler soprattutto le più ghiotte – e troppi gli errori difensivi nella ripresa, complice un calo, fisico e mentale, non certo positivo in vista di giovedì.

Già, giovedì. Al Mapei Stadium – dove si preannunciano più di 15 mila tifosi nerazzurri – arriva l’Apollon Limassol, in una giornata chiave per quel che concerne la classifica: scaramanzia a parte, con una vittoria gli uomini di Gasperini potrebbero mettere un’ipoteca sul passaggio ai sedicesimi di Europa League. Il tecnico della Dea dovrebbe recuperare Toloi in difesa, ma è difficile che il brasiliani possa giocare dal primo minuto. Castagne potrebbe far rifiatare Hateboer a destra, mentre davanti si rivedrà il Papu Gomez: l’argentino non sta benissimo, ma tornerà a guidare l’attacco nerazzurro insieme a Cristante e Petagna, favorito su Ilicic. Di fronte ci sarà una squadra molto ostica, ancora a secco di sconfitte in questa stagione: due successi e tre pareggi in cinque match di campionato, due ‘x’ in altrettanti match di Europa, con squadre molto blasonate come Everton e Lione. Una gara, quella Dea, in cui servirà non avere cali di concentrazione, come avvenuto nella ripresa di Marassi.