Sampdoria, Cipriani: «Palombo può giocare fino a 40 anni»

© foto www.imagephotoagency.it

Continua il primo tecnico del mediano: «Lui è arrivato in nazionale, è un orgoglio per tutti»

Uno dei punti di riferimento della Sampdoria di Zenga è l’esperto centrocampista Angelo Palombo, sul quale l’Uomo Ragno punta molto. Il Secolo XIX ha intervistato il primo allenatore di Palombo, Massimo Cipriani: «Si vedeva che aveva stoffa. E poi aveva una dote straordinaria: faceva sempre al meglio quello che gli chiedevi. Come un computer. L’ho allenato a metà anni ’90. Lui era negli Allievi provinciali, io guidavo gli Juniores nazionali. Era bravo e nelle ultime dieci di campionato l’ho preso con me. Nella mia squadra erano tutti ’78 o ’79, lui un ’81, ma la differenza non si vedeva. Anzi… man mano gli ho aumentato il minutaggio e le ultime 3-4 partite le ha fatte da titolare. Ci siamo pure qualificati ai play-off. Lui giocava già davanti alla difesa: usavamo il rombo, si piazzava in mezzo e rubava tanti palloni. Non è mai facile dire se un ragazzo arriverà in A, ma lui aveva qualcosa in più. Era l’esempio poiché aveva il pregio di eseguire perfettamente ogni indicazione».

PALOMBO PEPERINO«Carattere? Sì, era un peperino: non toglieva mai la gamba. Ricordo duelli accessi anche con mio figlio, anche lui diventato calciatore. Sono stati sempre amici, ma in campo se le davano. Fuori invece Angelo era riservato, educato. Palombo ciociaro? Nell’umiltà e nella grinta. Se nasci a Milano, hai più chance. Qui c’è più fame, è una zona del Lazio vicino alla Campania. Per emergere serve tanta caparbietà e lui ce l’aveva. L’unico problema è che ha perso l’accento: qualche anno fa lo andammo a trovare in ritiro prima di un Roma-Samp e gli chiedevamo perché parlasse genovese…».

ORGOGLIO PER TUTTI«Lui è arrivato in nazionale, è un orgoglio per tutti. Quando viene i ragazzini chiedono maglie, palloni e lui è sempre disponibile. Per “colpa” sua, qui ormai è pieno di tifosi della Samp. Ho giocato e allenato il Frosinone, ma adoro Angelo. Diciamo 3-2 per noi con due gol di Angelo. Uno serio come lui può giocare fino a 40 anni. Anzi, al Frosinone abbiamo tanti giovani, ci vorrebbe uno come lui: so però che a Genova sta bene. Negli anni è diventato un leader e ha cominciato a fare tutto. Una volta parlavamo e mi ha detto: io faccio sempre quello che dice l’allenatore. Il mio piccolo regista non è mai cambiato».