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Sampdoria, Colley: «Una felicità incontrare il Papa. Vi racconto»

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Omar Colley, difensore della Sampdoria, si è raccontato in una lunga intervista a Cronache di Spogliatoio. Ecco le sue parole

Omar Colley, difensore della Sampdoria, si è raccontato in una lunga intervista a Cronache di Spogliatoio. Ecco il racconto del centrale gambiano.

RAMADAN – «La prima volta è stata quando avevo 10 anni. Abitavo a Banjul, la capitale del Gambia, dove sono nato. E con la mia famiglia ho assaporato il Ramadan. Fin da subito ho imparato a viverlo intensamente. Non come una condanna o una vetta da scalare, ma come una risorsa. Lo so: ai vostri occhi sembra una rinuncia che definirei enorme, invece no. Il Ramadan mi ha fatto sentire bene dal primo momento e ha continuato a farlo nel tempo. Adesso ho 28 anni e la religione è parte preponderante della mia esistenza. Io sono la mia religione. E ciò non significa che io preghi e basta. Sono musulmano e applico i suoi dogmi, metto in pratica i suoi insegnamenti. Ho iniziato da ragazzo e proseguirò. Sono felice così, mi fa stare bene».

PAPA – «A febbraio ho incontrato il Papa. Lui è il capo dei cristiani: è stato un incontro che mi ha dato tanto, mi è piaciuto. Ho potuto toccare con mano l’altra parte, avendo contatti con una realtà diversa dalla mia. Ricordo quando il Papa venne in Gambia. Ero piccolo, da noi la maggioranza è musulmana ma ci furono grandi festeggiamenti. Era un evento, un’occasione per tutti. Li ringraziavamo per l’attenzione che ci stavano dando. Le strade erano piene di persone, le facciate delle case addobbate con striscioni per accoglierlo. Fa parte della religione: crediamo in qualcosa, ma siamo tutti uguali. E se crediamo in qualcosa, siamo davvero tutti uguali. Per me è stata pura felicità incontrarlo in Vaticano».

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