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Serie A

Santacroce: «Cannavaro un dio della difesa. Per lo Scudetto…» – ESCLUSIVA

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Fabiano Santacroce, ex difensore di Napoli e Parma, ha parlato della stagione di Serie A, con alcuni ricordi della sua carriera

Fabiano Santacroce, ex difensore di Napoli e Parma e attualmente alla Virtus Verona, ha parlato della stagione di Serie A, con alcuni interessanti aneddoti della sua carriera. Ecco le sue parole in esclusiva per Calcionews24.

Ciao Fabiano. Come stai passando questa quarantena? Pensi che si riprenderà il campionato in Lega Pro?

«Le figlie me ne fanno di ogni. Stiamo giocando tanto, almeno posso vederle dopo 40 giorni che sono stato lontano. Penso che se inizia la Serie B, per forza di cose, anche la Serie C un passo potrebbe farlo. Sarebbe un casino anche per l’anno prossimo, tra chi sale e chi scende; ognuno poi potrebbe dire la sua».

Nei tuoi anni a Napoli i più ti accostarono a Fabio Cannavaro, per il tuo modo di giocare. Che effetto ti fece questo paragone?

«Il complimento più bello me lo ha fatto Fabio Cannavaro direttamente, la cosa più bella che mi sia stata detta. La sfiga ha voluto che, infortunio dopo infortunio, me ne sono successe di cotte e di crude. Però essere paragonato ad un dio della difesa è sicuramente bello. Io dopo la parentesi di Napoli ho avuto quattro infortuni di fila alle ginocchia che mi hanno bloccato parecchio».

Napoli una parentesi felice, in cui ti sei espresso al meglio. Il ricordo più bello di quella esperienza?

«Tutto, io poi attualmente vivo qui al Vomero, Napoli è una città speciale. Ho tantissimi bei ricordi. Se devo dire un qualcosa legato al calcio, la sensazione che ti dà il San Paolo è difficile trovarla in altri stadi».

Venendo appunto alla squadra, qual è il compagno più forte con il quale hai giocato?

«Zalayeta sicuramente era di un altro livello e si è espresso poco rispetto a quello che poteva dare. Lui era veramente mostruoso in tutto, poi il Pocho poi era pazzesco, impressionante. Lui aveva una rapidità che faceva impressione, era bravo anche nella copertura della palla. Anche nelle conclusioni era bravo, poi molte volte in partita arrivava davanti alla porta che era morto perché correva tantissimo. In allenamento faceva delle cose assurde. Lui era molto speciale, perché correva e aiutava tanto… potevi anche lanciare la palla a caso e lui ci arrivava lo stesso».

A proposito di Napoli e di attaccanti, si fa un gran parlare del corteggiamento della Juventus per Milik. Cosa ne pensi?

«Sicuramente per lui può essere un bene, al Napoli non stava trovando più lo sbocco necessario, nonostante abbia delle medie pazzesche. Se vai a confrontare le partite giocate con i gol fatti è incredibile. A me personalmente come giocatore non piace, ma è impossibile potersi lamentare di un attaccante che ha queste medie. Magari al gioco della Juventus può servire di più, ma non so il Napoli che politica possa adottare».

Dopo Napoli, sei andato al Parma. Hai giocato con Giovinco che nel 2011/2012 ha disputato la sua miglior stagione in Italia con 16 reti. Cosa mi dici di lui?

«Seba è fortissimo, un giocatore che non è riuscito ad imporsi nelle piazze in cui meritava di farlo. Io ci ho giocato contro nelle giovanili ed era già fenomenale. A Parma si è trovato bene, come magari nelle squadre che giocavano un po’ più per lui. Dove invece era una delle tante pedine, si è perso un po’ di più. Un giocatore pazzesco, destro, sinistro, forte, con una bella rabbia agonistica».

Venendo al tuo ruolo, nell’attuale Serie A, qual è il difensore che ti piace di più?

«Acerbi è uno di quelli che mi ha sorpreso, ha avuto una grande crescita. Gioca con un’esperienza incredibile, sbaglia poche cose e sicuramente è uno dei migliori difensori in Serie A».

Collegandomi ad Acerbi, la domanda viene spontanea. La lazio avrebbe davvero potuto vincere lo Scudetto? Come vedi questa lotta al vertice? 

«Ci speravo, perché oramai era anche troppo monotono, peccato. Questa interruzione comunque cambierà un po’ i ritmi e l’andamento che c’erano prima, soprattutto anche a livello mentale. Infatti sarà lì la difficoltà, perché la Juve su quel frangente si è dimostrata sempre un passo avanti a tutti. L’Atalanta è un’ottima squadra, costruita ad hoc per il bel gioco che fa Gasperini che è un fenomeno. Ha beccato anche gli anni migliori dei giocatori che si stanno esprimendo al massimo: ad esempio un Ilicic così è incredibile».

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