Serie C, Derby al Catania e la vetta è ad un passo

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

Gli etnei si aggiudicano il derby contro l’Akragas trovando il successo grazie a due reti in rapida successione di Di Grazia e Curiale. Gli uomini di Di Napoli giocano comunque una gara gagliarda e restano sul pezzo nonostante una scelleratezza di Parigi che lascia i biancazzurri in inferiorità numerica. Il Catania centra la quinta vittoria ed ora è chiamato a una prestazione maiuscola contro il Trapani per tentare l’aggancio in vetta al Lecce che riposerà nel prossimo turno.

Il Catania approfitta del pari del Lecce a Fondi e si porta ad appena tre punti dalla vetta con una gara in meno rispetto ai salentini. I rossazzurri si aggiudicano il derby contro la “Cenerentola” Akragas, ma al di là del risultato il match, per i padroni di casa, è stata tutt’altro che una gara facile. A spianare la strada ci pensa Parigi che si fa espellere lasciando i ragazzi di Di Napoli in dieci, ma è solo nella ripresa che l’Elefante riesce ad avere la meglio sul Gigante, grazie ad uno-due realizzato da Di Grazia e Curiale. Onore comunque all’Akragas che è riuscito a restare in partita fino al 55’. Adesso il Catania è chiamato ad una prova d’orgoglio a Trapani per agganciare il primato, approfittando del turno di riposo della capolista Lecce.

SQUADRE AGLI ANTIPODI – Sfida testa-coda tra la miglior difesa del campionato e il peggio attacco del girone. Superata la delusione per l’eliminazione in Coppa Italia, il Catania torna a pensare esclusivamente al campionato e alla sfida a distanza con Lecce e Trapani (quest’ultimi oggi vittoriosi oggi ad Andria), specie dopo il mezzo falso dei salentini bloccati 0-0 dal Fondi. Lucarelli conferma il modulo 4-3-3 delle ultime uscite, ma propone dal primo minuto Curiale in attacco al posto di Ripa. Dall’altra parte c’è un Akragas in caduta libera: ultimo in classifica, senza la disponibilità dello stadio casalingo e con grossi dubbi sul futuro societario. Di Napoli (squalificato, in panchina c’è il secondo Criaco) prova a bloccare l’emorragia di sconfitte, ben 6 in altrettante gare, affidandosi alla coppia offensiva Parigi-Salvemini, quest’ultimo recuperato in extremis. Fermi ai box Scrugli, Pisani e Navas.

GIGANTE TUTT’ALTRO CHE TIMIDO – Il primo tentativo pericoloso lo porta a segno la formazione akragantina dopo una bella azione veloce ben orchestrata ma finalizzata maldestramente da Longo che svirgola e manda la palla sopra la traversa. Sul capovolgimento di fronte, proteste etnee per un presunto atterramento di Aya in area di rigore non considerato falloso dall’arbitro Natilla. I biancazzurri si muovono nelle due fasi, mostrando un atteggiamento diverso rispetto sia al 6-0 patito in Coppa Italia che alle ultime uscite in campionato. Sono specialmente Longo e Salmemini gli uomini cui i padroni di casa devono prendere le misure per imbrigliare tutta la manovra ospite.

CHI HA FATTO PALO? – Brivido al 13’ per il pubblico locale quando Gjuci, lasciato troppo libero dalla retroguardia etnea, supera Lodi e fa partire una conclusione che Pisseri riesce a deviare sul palo. La gara sala nei ritmi e se da una parte il Catania si affida alla creazione manovrata per scardinare la difesa ospite, l’Akragas gioca sulla velocità delle ripartenze per sorprendere i rossazzurri. Al 18’, su una palla recuperata da Russotto, Caccetta da dentro l’area di rigore fa partire una sorta di tiro-cross a mezza altezza che non trova il tap in vincente di un compagno di squadra. Al 25’ è Longo ad impegnare Pisseri dalla distanza con un destro che costringe l’estremo difensore a rifugiarsi in corner.

FOLLIA DI PARIGI! – I potenziali rischi sollevati da Lucarelli in settimana, circa la difficoltà che il Catania avrebbe potuto incontrare qualora il risultato non venisse sbloccato subito, iniziano pian piano a manifestarsi con un evidente nervosismo da parte degli etnei. Ma il calcio è una scienza imperfetta e nella trappola ci cade Parigi, mandato sotto la doccia dall’arbitro con un rosso diretto per aver colpito gratuitamente Bogdan. Con l’Akragas in dieci, i locali provano a trovare la rete prima della fine della prima frazione, ma i biancazzurri serrano bene i ranghi e reggono bene l’urto. Al 40’ viene strozzato in gola l’urlo del Massimino quando Curiale mette dentro su assist di Russotto, ma l’attaccante è in offside e la rete viene annullata. Il primo tempo si chiude senza ulteriori sussulti, palesando un’eccessiva lentezza nelle geometrie degli etnei e qualche “buco” di troppo al centro del campo dove spesso sono in inferiorità numerica.

QUANTA FATICA PER METTERLA DENTRO –  Nessun cambio nella ripresa per entrambe le formazioni con lo spartito che rimane quello prevedibile: Catania a fare la partita e Akragas che si affida alla copertura e alle ripartenze. I rossazzurri continuano a trovare difficoltà nella zona centrale, dove Lodi rappresenta l’unico faro per illuminare l’azione. Lucarelli prova a responsabilizzare maggiormente Di Grazia, chiedendo di indirizzare più palloni sull’out di sinistra, ma Danese è bravo a metterci il fisico in più occasioni mettendo la museruola al numero 23 etneo. La gara s’incattivisce (l’Akragas punta espressamente a quello) e tra un fallo e qualche infortunio “addomesticato” i minuti scivolano veloci.

UNO-DUE TERRIFICANTE – Al 55’, su corner battuto da Lodi, la palla danza tra una selva di gambe per poi finire tra le braccia di Vono che può respirare. Un minuto dopo, Lucarelli toglie dal campo Biagianti (festaggiato per la 200esima gara in maglia rossazzurra) e prova a dare maggiore qualità con l’ingresso di Mazzarani, match winner nell’ultima gara contro la Juve Stabia. Il tecnico etneo vede lungo e dopo due giri d’orologio arriva la rete: Lodi crossa in area dalla sinistra dove Curiale è bravo a recuperare la sfera e a rimetterla in mezzo dove Di Grazia, dopo un primo tentennamento, trova la rete del vantaggio che sa di liberazione. Il Catania si galvanizza e Russotto potrebbe subito chiuderla pochi istanti dopo ma il tentativo dell’attaccante da posizione defilata si spegne sull’esterno della rete. L’appuntamento è solo rinviato perché la premiata ditta Curiale-Di Grazia confeziona un’azione magistrale con servizio pregevole di quest’ultimo per il capocannoniere etneo che supera Vono con una conclusione precisa e realizza la sesta marcatura stagionale.

GIRANDOLA DI CAMBI – L’Akragas è alle corde e i biancazzurri provano a risollevarsi inserendo forze fresche: Di Napoli comanda il doppio cambio ed entrano Saitta e Franchi per Gjuci e Bramati. Risponde Lucarelli regalando una standing ovation a Di Grazia e mettendo dentro Bucolo con il compito di consolidare la linea mediana. Gli ospiti, nonostante il doppio svantaggio, non demordono e su un errore in appoggio di Marchese, parte il veloce contropiede biancazzurro che solo un intervento tempestivo di Lodi da puro staffettista e senza fronzoli permette al Catania di non rischiare di rimettere in gara gli uomini di Di Napoli.

GIGANTE SCONFITTO…MA CON ONORE – Al 79’ il solito Russotto si affida alla sua tipica accelerazione per mettere in area un pallone con il contagiri per la testa di Curiale, ma l’intervento del numero 11 stavolta non è preciso e la palla non inquadra lo specchio della porta. I minuti finale sono di ordinaria amministrazione per i padroni di casa che possono agevolmente gestire il punteggio e per farlo Lucarelli concede minutaggio ad Esposito, Tedeschi e Ripa. L’Akragas non ammaina comunque la bandiera fino al fischio finale e gli innesti Rotulo, Moreo e Di Salvo non sono sufficienti per riuscire a superare almeno una volta Pisseri. Al triplice fischio è il Catania a festeggiare la quinta vittoria consecutiva: la rincorsa alla vetta continua.

TABELLINO

CATANIA-AKRAGAS 2-0

MARCATORI: 58’ Di Grazia (C), 62’ Curiale (C).

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Semenzato (84’ Esposito), Aya (84’ Tedeschi), Bogdan, Marchese; Caccetta, Lodi, Biagianti (56’ Mazzarani); Di Grazia (77’ Bucolo), Curiale (84’ Ripa), Russotto. A disposizione: Martinez, Lovric, Manneh, Fornito, Djordjevic, Rossetti, Correia. All. Lucarelli.

AKRAGAS (3-5-2): Vono; Mileto, Danese, Russo; Gjuci (72’ Franchi), Bramati (72’ Saitta), Vicente (90’ Di Salvo), Longo (85’ Rotulo), Sepe; Parigi, Salvemini (85’ Moreo). A disposizione: Lo Monaco, Caternicchia, Ioio, Canale, Carrotta. All. Criaco.

ARBITRO: Natilla di Molfetta.

AMMONITI: Aya (C), Danese (A).

ESPULSO: Parigi (A).