Siena, Mezzaroma: “Scommesse? Ci hanno tirato dentro”

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SIENA MEZZAROMA SCOMMESSE – Massimo Mezzaroma, attraverso un’intervista rilasciata per la Gazzetta dello Sport, ribadisce l’innocenza dei tesserati del Siena in merito al caso-scommesse. Il presidente della compagine toscana ha parlato, ovviamente, anche di Antonio Conte, coinvolto nella vicenda proprio a causa della sua militanza sulla panchina bianconera: “Sono stati giorni movimentati, per il Siena e per tutto il calcio italiano. Mai ci era successo di finire nelle sfaccettature della giustizia sportiva. Ci resta la fiducia nelle istituzioni, nei magistrati che continuano a indagare a Cremona. Quando il percorso sarà terminato dovremo trarne spunto per creare una struttura di difesa del calcio nei confronti delle scommesse. Noi del Siena siamo stati tirati dentro perché al centro di tutto c’era Carobbio. Che cosa è successo? Questo è un mondo pieno di personaggi di contorno. Un mondo troppo affollato. Prima della liberalizzazione delle scommesse tutto era più circostanziato, poi i confini si sono allargati. Adesso è necessario introdurre dei limiti. Carobbio? Non ne avevo una conoscenza approfondita, seguo la società da Roma. Il caso di Conte? Sono i giudici a doversi esprimere. E’ un vulnus del sistema democratico italiano, il vizio di sentenziare sulla base di semplici chiacchiere. Conte e il Siena sono stati mille volte condannati o assolti. Conte è abituato a combattere per i suoi convincimenti, è mediatico, non ha paura delle telecamere: a Siena tutti ricordano quella sfuriata contro i gufi. La squalifica? Non giudico. E ha il diritto di far valere le sue ragioni. Il deferimento invocato da Zeman? Tutti possono esprimere opinioni, ma questi sono personaggi portati a gestire la pressione. Ci sono invece molti ragazzi che quei filtri non li possiedono, e diventano vittime. Bisogna che i mezzi d’informazione ne tengano conto. Cosa farà il Siena? Dopo il patteggiamento abbiamo voltato pagina con un nuovo progetto. L’anno scorso avevamo 10 italiani su 11 in squadra. Abbiamo fatto diventare Destro un grande attaccante e rilanciato Brienza. Adesso speriamo nei giovani come Verre. E nel nostro settore giovanile che non deve più pensare solo a vincere titoli, ma a creare talenti.