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Serie A

Torino, il 4 maggio nel destino: tra ripresa e la novità per Superga

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Convocati Milan Torino

Il Torino ha affrontato uno dei suoi anni più difficili se si considerano le ultime stagioni: come ripartirà la squadra di Longo?

Un 2020 da dimenticare fino a questo punto per il Torino: 15° posto in Serie A con 27 punti, a sole due lunghezze dal terz’ultimo posto del Lecce. Un cambio di panchina inatteso ad inizio stagione, dopo il record di punti di Mazzarri, ma necessario anche per vicende extra-campo. Siede ora sulla panchina del Torino un figlio della storia granata, quel Moreno Longo che vinse un campionato Primavera nella stagione 2014/2015 e la Supercoppa l’anno dopo. Imperativo di Longo: riaprire il Filadelfia ai tifosi, fino a quando è stato possibile per l’emergenza Coronavirus.

Il presidente Urbano Cairo è stato uno dei più ferrei assertori dello stop del campionato, invocando sin da subito il modello cinese per cercare di contenere il contagio. Per quanto riguarda la questione relativa al taglio degli stipendi, Cairo ha chiesto il “sacrificio” ai suoi giocatori. Giocatori che non hanno abbandonato Torino: i granata sono tutti in città, pronti per l’eventuale ripresa degli allenamenti auspicata per il 4 maggio. Ma l’impianto sportivo del Filadelfia non permette un ritiro blindato, una problematica non da poco in questo periodo.

4 maggio denso di significati

Di sicuro il 4 maggio, data fissata per la ripartenza, non è una data come le altre in casa Toro. Come ogni anno si ricordano i caduti di Superga, quel Grande Toro che seppe strabiliare l’intero mondo calcistico. Dopo i grandi eventi dello scorso anno per il 70° anniversario, la commemorazione di quest’anno potrebbe essere in streaming, a causa dell’emergenza Coronavirus. Sebbene le misure restrittive, dal DPCM del 10 aprile, terminino il 3 maggio, è impensabile un raduno alla Basilica di Superga. Niente lettura dei caduti da parte di capitan Belotti? No, magari però potrebbe avvenire in streaming, come la messa per gli eroi granata. Un anno difficile e particolare, anche nella celebrazione della storia granata.

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