Toro, adesso l’obiettivo è uno solo: evitare il peggio

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La squadra è in caduta libera e il calendario non aiuta Longo, che ora deve pensare innanzitutto alla salvezza

Oggi, 10 febbraio, si può tranquillamente dire che la stagione granata è priva di obiettivi ambiziosi, occupando la tredicesima posizione in classifica con la zona che vale l’Europa League lontana sette lunghezze. Nulla di decisamente nuovo per il fronte granata, che già nelle due stagioni iniziate con Sinisa Mihajlovic si era trovato in una situazione simile pochi giorni dopo capodanno. In tutte quelle occasioni però la paura non trovava spazio tra i sentimenti dei delusi tifosi del Toro, mentre ora è un sentimento che inizia a fare capolino in curva Maratona. La squadra è in caduta libera, reduce da 4 sconfitte consecutive, con 2 soli gol segnati e ben 16 subiti, un ruolino di marcia da film horror. La zona retrocessione è ancora lontana, ma con il successo del Genoa sul Cagliari è passata da 11 a 8 punti. Moreno Longo ha l’ingrato compito di rianimare un gruppo in evidente difficoltà, che l’anno scorso aveva costruito le proprie fortune su una solidità granitica, che faceva della difesa di Sirigu una delle migliori della categoria, e ora crolla come pasta frolla alla prima difficoltà.

Il neo tecnico ha sottolineato come la squadra sia in netta difficoltà dal punto di vista atletico, aspetto confermato dai dati della Lega, che certificano come il Toro sia la squadra che corre meno di tutto il campionato. Allarmante anche il fatto che i granata abbiano sin qui perso 14 punti da situazioni di vantaggio, ben 11 dal 15 dicembre, e negli ultimi due mesi andrebbe aggiunta anche la rimonta subita in Coppa Italia a San Siro. Il mercato inoltre ha visto una società completamente passiva, che ha ridotto all’osso una rosa che ora ha davvero pochissime alternative a disposizione. Moreno Longo avrà quindi molto da lavorare, e il calendario non lo aiuta certamente, poiché ora il Toro andrà a Milano contro i rossoneri, poi riceverà il Parma e successivamente sarà atteso da un’altra complicatissima trasferta a Napoli. L’imperativo da qui alla fine è quello di racimolare i punti necessari per riuscire finire in tranquillità la stagione, e permettere a Longo di programmare poi un campionato. Perché il coraggio del tecnico, che si gioca la carriera per la squadra del proprio cuore, a quel punto andrebbe premiato.